In alcune giornate si verifica una colorazione anomala dell’acqua, gialla, verde, marrone, schiumette in battigia. Bagnanti schifati e temperature record
Nelle ultime settimane chi ha frequentato le spiagge del litorale laziale si è trovato davanti a uno spettacolo insolito: acque dalle tonalità strane che variano dal verde, al giallo-marrone, spesso accompagnate da una vistosa schiumetta a riva. Un fenomeno che ha sollevato dubbi e preoccupazioni tra i bagnanti, spingendo molti a temere il rischio di scarichi abusivi o inquinamento fognario.
Pur non negando che nei fossi gli scarichi abusivi avvengono in continuazione e che i depuratori possono andare in tilt per eccessivo carico, in realtà, ciò a cui stiamo assistendo ha un nome antico nella tradizione marinaresca: le “acque cotte“. Ma qual è la vera origine di questo fenomeno e come si collega alla salute del nostro mare?
Cosa sono le “acque cotte”?
Il termine “acqua cotta” descrive una condizione in cui la superficie del mare subisce un forte e prolungato riscaldamento associato alla stasi delle correnti. In presenza di tre fattori chiave—temperature dell’acqua elevate (che in superficie superano agevolmente i 28–30 °C), assenza di vento e nutrienti apportati dai fiumi—si verifica un’esplosione demografica di microalghe (fitoplancton).
Questa fioritura algale massiccia altera la trasparenza e la colorazione del mare a causa dei pigmenti fotosintetici contenuti nei microorganismi. Inoltre, durante il loro ciclo vitale, le microalghe rilasciano sostanze organiche e tensioattivi naturali: quando il moto ondoso agita queste sostanze, si genera la tipica schiuma che le correnti finiscono per accumulare lungo la battigia.
Cosa dice ARPA Lazio: nessun allarme batterico
Per fare chiarezza ed eliminare ogni dubbio sulla sicurezza dei bagnanti, l’ARPA Lazio (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) ha avviato un monitoraggio costante lungo i tratti interessati del litorale.
I risultati delle analisi microbiologiche:
Assenza di inquinamento fognario: I parametri relativi a Escherichia coli ed Enterococchi intestinali sono risultati entro i limiti normativi, escludendo contaminazioni da scarichi urbani.
Origine naturale: Il cambio di colore e le schiume sono legati esclusivamente a dinamiche ecologiche e biologiche di origine naturale.
Il consiglio per i bagnanti
Nonostante l’assenza di rischi sanitari legati a batteri patogeni, l’ARPA raccomanda un pizzico di prudenza: è preferibile evitare di immergersi direttamente nelle chiazze schiumose o nelle macchie algali più dense, poiché le sostanze organiche concentrate o alcune specie di microalghe potrebbero causare irritazioni cutanee o oculari nei soggetti più sensibili.
Il campanello d’allarme del Cambiamento Climatico
Se è vero che le “acque cotte” non sono una novità assoluta, la loro frequenza, durata e intensità negli ultimi anni sono cambiate radicalmente, evidenziando il profondo impatto del cambiamento climatico sul nostro ecosistema marino:
Il Mediterraneo come “hotspot” climatico: Il nostro mare si sta scaldando a ritmi superiori rispetto alla media globale. Ondate di calore marine sempre più frequenti prolungano il periodo favorevole alla proliferazione del fitoplancton.
Stratificazione termica: L’acqua calda superficiale forma una sorta di “tappo” che non si mescola con gli strati più profondi e freddi, riducendo l’ossigenazione e accelerando i processi di decomposizione organica.
Presenza di specie tropicali: Le temperature elevate creano un habitat ideale anche per specie microalgali aliene o subtropicali, che in passato non trovavano le condizioni adatte per svilupparsi nel Tirreno.
Il fenomeno delle “acque cotte” è la dimostrazione visibile di come gli equilibri del mare stiano cambiando sotto la spinta del riscaldamento globale.




