L’esplosione alla fabbrica d’armi KNDS di Colleferro rappresenta l’ennesimo segnale del rischio strutturale imposto alla Valle del Sacco ma è anche simbolo di uno sviluppo economico distorto che deve preoccupare tutto il Paese. Il boato che ha scosso Anagni e Colleferro conferma quanto sia pericoloso insediare produzioni militari in aree densamente abitate. In questo contesto l’informazione indipendente è decisiva: documentare, raccogliere dati, raccontare i fatti è l’unico strumento che permette ai cittadini di conoscere i reali pericoli. Senza trasparenza, la popolazione resta esposta e disarmata di fronte a impianti che non garantiscono rischio zero. La prospettiva di nuovi capannoni per nitrogelatina ad Anagni è inaccettabile. Basta fabbriche di morte: servono ricerca civile, innovazione e hub tecnologici. La sicurezza collettiva nasce dalla conoscenza e dalla mobilitazione. La Valle del Sacco non può essere sacrificata all’economia di guerra. Il diritto di essere informati è fondamentale per difendere il territorio.
Rete NoBavaglio-liberi di essere informati




