“Colpisce che quando si riesce a portare sul territorio di Lavinio un finanziamento per realizzare un’iniziativa per la comunità, inizino a circolare illazioni e voci che evocano fantasiose “spartizioni”.
Il progetto cinema in strada non nasce oggi: è un’attività che APA ha già realizzato negli anni precedenti insieme ad altre realtà associative e che, negli ultimi due anni, è stato istituzionalizzato grazie al lavoro dell’attuale Amministrazione e ai finanziamenti di Città Metropolitana.
I 10.000€ di questo anno e i 15.000 € dello scorso anno, come tutti i finanziamenti pubblici, non sono una cifra da “spartire”, ma risorse destinate a un progetto, con procedure, atti e rendicontazioni.
L’attuale Amministrazione ha scelto di investire in iniziative culturali per la città, utilizzando opportunità di finanziamento dedicate a questo scopo.
E ha scelto di farlo nella consapevolezza che la sicurezza non si costruisce soltanto con telecamere, controlli e necessari interventi materiali, ma anche sostenendo presìdi culturali, occasioni di aggregazione e comunità che si incontrano, condividono spazi e rafforzano il tessuto sociale del territorio.
Per il resto, sarà interessante vedere se, davanti agli atti, resteranno ancora così tante fantasie sulla presunte “spartizioni”. È necessario fare una riflessione anche sul peso delle parole. Affermare pubblicamente che qualcuno “si spartisce i soldi” non è una battuta né una semplice opinione: è un’accusa gravissima, che finisce per infangare il lavoro delle associazioni, dei volontari e delle istituzioni che rendono possibili queste iniziative.
Se qualcuno dispone di elementi concreti che dimostrino irregolarità o illeciti, faccia ciò che è corretto fare: presenti gli elementi agli organi competenti e nelle sedi opportune.
Se invece questi elementi non esistono, sarebbe doveroso smettere di lanciare insinuazioni e accuse senza fondamento.
Perché il confronto politico e il diritto di critica sono una cosa. Infangare gratuitamente il lavoro degli altri è un’altra.
*N.B. quei soldi non potevano essere spesi per tappare le buche. Sono fondi destinati alla CULTURA!!!”
Tiziana D’Alfonso
Simonetta Pagliaricci Grilli




