Patto per Nettuno: sì alle iniziative nelle piazze, ma con regole chiare e uguali per tutti e un ritorno economico diretto per la città
In merito alla polemica sull’evento dello scorso 29 agosto in Piazza Marconi, davanti alla Chiesa di San Giovanni, abbiamo ritenuto giusto attendere l’esito dell’accesso agli atti ed esaminare le carte prima di prendere posizione. Alla fine, dopo qualche giorno, le carte sono arrivate.
Ci teniamo a precisare che non condividiamo né l’idea di impedire ai privati di utilizzare le piazze, né quella secondo cui, pur di favorire un evento privato, tutto possa essere consentito senza una regolamentazione adeguata. Si tratta di due estremi ideologici e al pari dannosi per la Città. Nettuno è una città a vocazione turistica e deve aprirsi sempre di più agli eventi, ma è anche una città dove vivono e pagano i tributi tanti cittadini che hanno diritto a vivere i loro luoghi. In definitiva, la questione, per noi, è il come: come questi eventi vengono organizzati e regolati e con quali ricadute concrete per la collettività. Insomma, la politica, come sempre è chiamata ad operare un bilanciamento e questa volta non è stato fatto.
Dagli atti risulta che per l’occupazione di un privato, in un sabato di agosto, di una delle piazze medievali più belle della città è stata versata al Comune una somma di 196 euro. Sì, avete capito bene: 196 euro! Per occupare una delle più belle piazze medievali del nostro Borgo basta tirare fuori un canone di 196 euro, il costo – in pratica – di un singolo commensale per un evento importante. A voi sembra accettabile? Questo è il valore di uno dei luoghi più suggestivi del nostro Borgo? Secondo noi no.
Non è nostra intenzione rivolgere alcuna critica al ristoratore, agli sposi – ai quali vanno i nostri migliori auguri – che hanno semplicemente fatto richiesta e seguito le istruzioni ricevute del Comune. Né intendiamo sollevare un problema tecnico-amministrativo agli uffici comunali, i quali hanno applicato le regole e le tariffe previste da un regolamento del tutto inadeguato a disciplinare situazioni di questo tipo.
La responsabilità, dunque, a nostro avviso è puramente politica. Una città a vocazione turistica non può permettersi certi vuoti normativi. Spetta alla politica, infatti, regolamentare queste situazioni. Ad oggi, con questo precedente, un qualsiasi cittadino con 196 euro può fare richiesta al Comune e ottenere 80 metri quadrati di una piazza storica per una cena con gli amici. Secondo noi chiedere una Piazza per un evento privato deve rimanere un fatto eccezionale e, dunque, deve essere giustificato da un contributo “eccezionale” alla collettività.
Chiediamo, pertanto, al Sindaco Burrini e all’Assessore al Turismo di intervenire immediatamente per proporre un Regolamento in Consiglio Comunale, prevedendo una disciplina chiara e uguale per tutti: condizioni, spazi delimitati, piena fruibilità delle aree da parte della cittadinanza, piano sicurezza specifico ma soprattutto tariffe adeguate, capaci di garantire un concreto ritorno economico per le casse comunali. Tale soluzione è anche più rispettosa per i tanti ristoratori che pagano cifre ben diverse per occupare il suolo pubblico annualmente.
Nessuno è contrario agli eventi meno che mai noi. Al contrario, vogliamo che Nettuno ne ospiti sempre di più ma con regole più chiare e, ripetiamo, uguali per tutti. È giusto che, quando si utilizza un bene pubblico così rilevante, la collettività ne tragga un beneficio diretto e significativo e chiedere in cambio 196euro offende il valore del nostro patrimonio comune.
Sono state tante le polemiche, ma noi, come parte politica, vogliamo andare subito oltre e spostarci dal lato della proposta: gli introiti degli eventi potrebbero essere vincolati in un apposito capitolo per finanziare iniziative culturali di qualità, intrattenimento diffuso nel Borgo a beneficio di tutti e ancora, prati curati, marciapiedi risistemati, insomma quel decoro urbano che sta lasciando molto a desiderare e di cui c’è un gran bisogno.
Favorire gli eventi e il turismo sì. Privatizzare le piazze senza un adeguato ritorno per la città, no.
Il Patto per Nettuno
Marina Aimati, Presidente
Antonio Taurelli, capogruppo in consiglio comunale




