HomeApprofondimentiCorruzione, la necessità di intervenire: la lezione di Berlinguer

Corruzione, la necessità di intervenire: la lezione di Berlinguer

Pochi giorni fa sono stati arrestati cinque poliziotti del commissariato di Anzio e Nettuno,accusati per traffico di droga,associazione a delinquere e altri gravissimi reati. I nostri due comuni sono stati disciolti nel 2022 per infiltrazioni mafiose. Siamo immersi in una realtà dove la corruzione è sempre più diffusa. Sta penetrando nei gangli più sensibili delle nostre istituzioni. La polizia di stato,che per ruolo dovrebbe vigilare sull’operato di noi cittadini, mostra al contrario in alcuni rami di essere invischiata in torbide operazioni di bassa delinquenza. Purtroppo non possiamo dimenticare altre gravi responsabilità di questo corpo dello stato, passate e attuali, riguardanti la gestione dell’ordine pubblico.
Per non farci travolgere da una crisi di pessimismo proviamo a rileggere l’intervista, pubblicata interamente nel 2009 e rilasciata da Enrico Berlinguer nel 1981 ad Eugenio Scalfari sulla questione morale.
A parte l’attualità delle argomentazioni e la portata complessiva dei temi toccati da Berlinguer, che spaziano e analizzano a trecento gradi la società e la politica del tempo,ci colpiscono la precisione, la profondità e la giustezza delle convinzioni e delle soluzioni proposte da Berlinguer per affrontare le difficoltà individuate. Il rigoroso politico che venne criticato allora per la “presunzione” rivendicata con orgoglio della diversità del PCI, attribuiva ai partiti la colpa della corruzione. Nel contempo assegnava proprio a loro la necessità di intervenire con urgenza per porvi rimedio. Tutti sappiamo come andò a finire. Nel vuoto d’iniziativa politica, giustamente si mobilitò la magistratura, ma oggi purtroppo dobbiamo constatare che non fu sufficiente. Paradossalmente la corruzione si diffuse invece di arrestarsi e la questione morale è considerata, ci sembra, non più una malattia centrale della nostra società, ma un orpello culturale per pochi emarginati,da ignorare.
“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientele” osservava Berlinguer. Continuando poi il suo dialogare con Scalfari, che lo incalzava sulla eventuale responsabilità dei cittadini che li votavano, riconosceva che la causa poteva essere individuata nel clima di ricatto in cui si inseriva la scelta del voto o di promesse e favori clientelari. Ragioni che inquinavano solitamente le modalità di voto e con acutezza sottolineava come nei referendum del ‘74 e dell’81 i risultati positivi per il divorzio e l’aborto, dimostravano come, liberi da interessi e condizionamenti, i cittadini si esprimevano diversamente. Questa la lezione di Berlinguer e come non associarla al ricordo del recente risultato del nostro referendum? Solo che mi sembra ci sia un ritardo nella comprensione di questa affermazione di valori giusti, patrimonio di gran parte degli elettori.
Berlinguer giustamente si proponeva come suo compito di trasferire quei successi nelle politica del suo partito, attraverso un’azione che raccogliesse quei consensi in una programmazione completa di scelte, che descriveva proprio nell’intervista, rilasciata a Scalfari.
Forse potrebbe essere utile che i nostri rappresentanti la rileggano. Sono convinta che contenga non solo analisi argomentate, ancora attuali,ma proposte legate ad una visione non utopica, ma realizzabile di cambiamento solidale e progressista del nostro paese.

Maria Vittoria Frittelloni

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