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Stop alla svendita delle case Ater: gli immobili passino a Roma capitale per gestire emergenza

“Questa mattina alcune associazioni, fra cui Nonna Roma, hanno deciso di sollevare il velo di ipocrisia che ammantava un’operazione a dir poco vergognosa: la vendita all’asta, quindi la messa sul mercato immobiliare, di 30 immobili ATER, quindi di immobili di proprietà dei cittadini.

Già nella nostra città sperimentiamo quotidianamente le distorsioni determinate dalle locazioni passive e dalla scelta di conferire ai grandi costruttori la gestione delle politiche abitative. Ora ATER sceglie proprio di vendere gli immobili ai privati, senza per altro alcun titolo di prelazione, per colmare decenni di gestioni a dir poco fallimentari.

Mentre migliaia di famiglie attendono l’assegnazione di una casa popolare, ATER, Ente pubblico regionale, sceglie di mettere all’asta decine immobili del patrimonio pubblico, costruiti con fondi pubblici, per svenderli di fatto a privati disposti a fare l’affare della vita. Una decisione assurda che ribalta nettamente la funzione sociale dell’edilizia residenziale pubblica.

L’articolo 42 della Costituzione della Repubblica Italiana tutela la proprietà privata ma al tempo stesso ne riconosce la funzione sociale. Le case popolari, quindi di proprietà pubblica, sono la prima garanzia del diritto all’abitare e non possono in alcun modo diventare strumenti di speculazione per trasformare proprietà pubbliche in rendite private.

La procedura di vendita va immediatamente fermata e va aperto un confronto istituzionale con la Regione Lazio per valutare il trasferimento degli immobili a Roma Capitale affinché possano essere recuperati e destinati, laddove possibile e nel rispetto della normativa vigente, alle famiglie in emergenza abitativa.

Il patrimonio pubblico deve essere tutelato e utilizzato per rispondere ai bisogni sociali. Quegli alloggi pubblici devono essere destinati alle famiglie in lista d’attesa per offrire una soluzione a chi vive senza una sistemazione adeguata e non possono essere trasformati in una proprietà privata.

Non si tratta soltanto di immobili, o di operazioni immobiliari, ma di una questione sociale che riguarda il futuro della città e la dignità delle persone.

Solidarietà e vicinanza alle associazioni ed i comitati che oggi hanno fatto un blitz in un’immobile ATER destinato alla “svendita” perché, grazie a quest’azione, si torna a parlare di diritto all’abitare, di immobili pubblici da tutelare, di diritto negato a chi si trova in lista d’attesa per un’assegnazione in ERP e non vede luce in fondo al tunnel.

La richiesta è semplice: fermare le vendita e destinare questi alloggi all’emergenza abitativa sottraendoli dalla logica della rendita.

Il diritto all’abitare non può essere subordinato alla rendita immobiliare: il valore di una casa si misura prima di tutto nella dignità che garantisce alle persone, non nel profitto che genera”.

Marco Possanzini, Consigliere AVS Municipio X di Roma Capitale

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