Colpo di scena nel processo d’appello Tritone. All’udienza di lunedì scorso, inizialmente fissata per le repliche delle parti e la lettura del dispositivo, la Corte d’Appello di Roma ha ordinato l’audizione testimoniale del collaboratore di giustizia Antonino Belnome e del colonnello dei carabinieri Massimiliano Vucetich. L’esame dei due testimoni è stato fissato per il 30 ottobre 2026, rinviando così la decisione attesa.
Un provvedimento che ha colto di sorpresa le difese degli imputati e che riporta al centro del giudizio alcuni dei nodi più delicati dell’intero procedimento.
La decisione sembrerebbe inserirsi nel quadro dei principi affermati dalla recente sentenza della Corte di Cassazione sul processo Tritone celebrato con rito abbreviato, depositata lo scorso 16 settembre, nonché delle questioni approfondite nelle memorie depositate dalla Procura e dalle parti civili Comune di Anzio e Comune di Nettuno, assistiti dall’ avvocato Massimiliano De Benetti.
Le loro deduzioni hanno posto l’attenzione sulla sussistenza della locale di ’ndrangheta operante sul territorio di Anzio e Nettuno, indicata come articolazione territoriale della casa madre di Santa Cristina d’Aspromonte.
Si tratta di questioni centrali per la ricostruzione dell’organizzazione criminale e del suo radicamento sul territorio, rispetto alle quali l’audizione dei due testimoni potrebbe offrire ulteriori elementi di valutazione alla Corte.
Il processo entra dunque in una nuova fase decisiva. La scelta dei giudici di disporre ulteriori approfondimenti proprio quando il secondo grado del processo sembrava ormai concluso conferma la rilevanza dei temi ancora da esaminare e riporta al centro del giudizio il ruolo delle parti civili, che attraverso le proprie iniziative difensive hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione sui profili contestati.
L’appuntamento è ora fissato al 30 ottobre, quando la Corte tornerà a confrontarsi con le questioni ancora aperte prima di procedere verso la decisione.




