Al comprensivo Nettuno 4 una canzone per superare l’isolamento

Al Comprensivo Nettuno Quarto, scuola a indirizzo musicale , i ragazzi scrivono una canzone a distanza e ne realizzano il video, una vera testimonianza di questo primo periodo di quarantena e di come l’isolamento non freni affatto la creatività nonostante l’emergenza Coronavirus a Nettuno. Chiara Bonfante, docente di chitarra della scuola  ha avuto quest’idea e racconta: ‘Nella prima settimana di quarantena gli alunni erano più frizzanti del solito, carichi per l’inaspettata “vacanza”, accedevano alle lezioni di chitarra online attraverso il programma Meet e sembrava che per loro non fosse cambiato quasi nulla, complice senz’altro una certa inconsapevolezza dei primi giorni. Già nella seconda settimana qualcosa era cambiato, alcuni dei miei alunni sembravano abbattuti, spaesati e mostravano nuove necessità: trovavano qualche scusa per potermi parlare di come stessero passando le giornate, chiedermi come passassi le mie e cosa fossero quelle cose che intravedevano dietro di me attraverso l’inquadratura del PC, e così via. Mi sono resa conto grazie agli alunni che non potevamo continuare a fare lezioni di chitarra a distanza come se nulla fosse accaduto, che loro avevano bisogno di esprimere ciò che provavano e di sentirsi in qualche modo ancora una classe, seppur lontani.
E perché non farlo attraverso la musica? Magari scrivendo una canzone, accompagnandosi con lo strumento che stanno imparando a suonare?
Ho chiesto agli alunni se fossero pronti a mettersi in gioco per comporre una canzone come compito della settimana e i ragazzi, di prima e seconda, si sono mostrati entusiasti. Una volta dato loro il giro di accordi e il tempo, ciascuno ha scritto la propria strofa. Alcuni hanno lavorato insieme (naturalmente a distanza!) ad un ritornello cantato. I più timidi mi hanno chiesto di poter partecipare ma senza cantare: a loro è stata data la parte strumentale introduttiva. La parte finale con i blooper (termine che ho imparato in quest’occasione proprio da uno dei miei alunni), è stata amata dai ragazzi forse più della canzone stessa, dove hanno potuto sbizzarrirsi, divertirsi e far divertire chi ascolta.
Qualche sollecitazione alla consegna ai ritardatari (ritardi nella consegna della strofa, non del blooper naturalmente, che invece sono arrivati tutti nel giro di pochissime ore), un gioco di editing, e la canzone era pronta. Una canzone che mostra in maniera leggera e divertente uno stralcio della loro vita quotidiana di queste settimane (la stanza, il giardino, il soggiorno) e li ha fatti sentire uniti anche da lontano.’ La musica che unisce a distanza, è il caso di dirlo. Link al video: