Home Attualità Convegno a Nettuno. L’abbandono dei rifiuti: le leggi e le azioni da intraprendere per combattere il fenomeno

Convegno a Nettuno. L’abbandono dei rifiuti: le leggi e le azioni da intraprendere per combattere il fenomeno

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Convegno a Nettuno. L’abbandono dei rifiuti: le leggi e le azioni da intraprendere per combattere il fenomeno

Sempre più utile l’utilizzo delle nuove tecnologie per combattere i reati ambientali

Si è tenuto oggi presso l’aula consiliare del Comune di Nettuno l’interessante Convegno “L’abbandono dei rifiuti – Il reato, le procedure” organizzato dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Nettuno. A cui sono intervenuti come relatori: il Procuratore della Repubblica dott. Giancarlo Amato e il Sostituto Procuratore della Repubblica Giuseppe Travaglini. Alla presenza dei sindaci di Nettuno ed Anzio, degli Assessori, i Dirigenti del Settore Ambiente e Polizia Locale dei Comuni del Litorale Sud e le forze dell’Ordine: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Costiera.

Un convegno ideato dal Dirigente dell’Ufficio Ambiente del Comune di Nettuno Ing. Benedetto Saieva che ha inteso fare il punto sul grave problema dell’abbandono dei rifiuti, invitando a discutere i soggetti interessati, sia per quel che riguarda i controlli, sia la repressione dei reati ambientali.

Nelle loro introduzioni i Sindaci di Nettuno Alessandro Coppola e di Anzio Candido De Angelis, hanno sottolineato il problema drammatico che quotidianamente assilla i Comuni: l’abbandono dei rifiuti, con piccole e grandi discariche che deturpano le strade e l’immagine dei paesi. E le cui bonifiche costano tanto alle casse dei comuni.

Il Comandante della Polizia Locale di Ciampino Roberto Antonelli ha sostenuto la necessità della condivisione delle strategie per combattere il problema dei reati ambientali
“Ora si hanno strumenti nuovi, l’innovazione tecnologica ci permette di combattere in modo nuovo questa problematica, il sistema della foto trappole  rappresenta un cambio di passo in un sistema di sorveglianza ambientale. A volte dove vengono installate le telecamere il fenomeno cessa, per poi spostarsi in altre aree. Anche l’utilizzo di droni può essere importante per individuare i siti”.

Per il Procuratore Della Repubblica Amato: “il problema dei rifiuti è uno dei temi gravi, la risposta giudiziaria è importante ma non può essere unica, un grosso contributo la può dare l’educazione civica,  che spesso manca.  Grazie alle nuove strumentazioni tecnologiche è possibile combattere il fenomeno, ma serve formazione professionale e coordinamento tra la Polizia Municipale e l’Ufficio ambiente”. Due riflessioni che mi sento di fare: Relativamente alla videosorveglianza, molta attenzione viene riservata alla protezione dati sensibili, ma giurisprudenza dice cose diverse. La cassazione non prevede che si debba intervenire previa autorizzazioni del Giudice in materia di reati ambientali. Secondo la stessa sono utilizzabili anche le video riprese eseguite dal comune cittadino, che le porti alla polizia giudiziaria, queste sono considerate prove. Anche in mancanza di avviso “area videosorvegliata“, le immagini sono utili all’accertamento del reato. Seconda riflessione: La legge impone ai sindaci la bonifica dei siti particolarmente rilevanti. Gli enti locali hanno il dovere di gestire i rifiuti e sono prioritari rispetto alle risorse finanziarie, non può essere accettata la giustificazione della mancanza di risorse. Quindi sono obbligati alla bonifica”.

Per il Sostituto Procuratore Travaglini: Il codice dell’Ambiente, dice che il rifiuto non può essere abbandonato, chi se ne vuole liberare, lo deve fare in modo legale. E deve essere affidato ad un circuito di gestione. L’abbandono e il deposito dei rifiuti escono dal circuito della gestione del ciclo dei rifiuti. Il legislatore ha previsto sia la sanzione che la rimozione e il ripristino. Anche se l’autore dell’abbandono non è identificato, la legge prevede la responsabilità omissiva del proprietario dell’area. Condotta che può essere dolosa o colposa comunque sempre da dimostrare da parte di chi svolge l’accertamento. E l’atto di Ordinanza per il ripristino spetta solo al Sindaco, che la adotta, dopo istruttoria degli uffici. Se il Sindaco non prende questo provvedimento può incorrere nel reato di omissione di atti di ufficio”.