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Nettuno. Alicandri e Federici: Lettera aperta a Sandro Coppola alla vigilia del Consiglio sulla sfiducia

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Nettuno. Alicandri e Federici: Lettera aperta a Sandro Coppola alla vigilia del Consiglio sulla sfiducia

Lettera aperta a Sandro Coppola.

Alla vigilia del consiglio comunale dove verrà votata la mozione di sfiducia al sindaco, vogliamo scrivere anche all’uomo e all’ingegnere Sandro Coppola. Le chiediamo un atto di responsabilità prima che l’aula sia obbligata a scegliere in modo fideistico se andare avanti o meno. Noi crediamo che lei si debba prendere le responsabilità di aver messo in piedi una maggioranza che non è mai stata tale, che non ha mai avuto un afflato di unità e che ha trascorso tutto il suo tempo ad impedire che qualcuno potesse fare qualcosa piuttosto che portare avanti un singolo progetto. Questa maggioranza, che ha perso pezzi a piè sospinto, domani le darà probabilmente anche la fiducia ma non le darà mai, perché non lo può fare, una spinta a governare, anzi, e lei lo sa bene, da domani pomeriggio ricomincerà il viavai davanti alla sua porta per avere uno strapuntino da assessore, magari alle fontanelle, o una medaglietta da delegato, ma comunque ogni gruppuscolo vorrà la propria bandierina. Lei sindaco sa bene che in un momento come questo, dove la spada di Damocle della commissione d’accesso sta, volente o nolente, ingessando ogni settore del Comune, la sua amministrazione non potrà mai fornire un cambio di passo politico, e se pensa davvero il contrario purtroppo le dobbiamo dire che in questi due anni non ha imparato molto sulla politica degli enti locali oppure vive in un mondo dei sogni. Lei sindaco sa che quanto fatto emergere dalle inchieste getta un’ombra impossibile da spazzare via sul consiglio comunale e che indipendentemente dalla sfiducia di domani l’organo che la voterà è sostanzialmente impossibilitato a proseguire i suoi lavori. Il sospetto di infiltrazioni o condizionamenti non permetterà più a coloro che credono nelle istituzioni di potersi confrontare negli organismi elettivi quali sono il consiglio e le commissioni in piena libertà e tranquillità. Sindaco, Sandro, non faccia, non fare, prove di forza che non servono a nulla, dimettiti e non consentire un ulteriore strappo tra la città e la politica. Questa consiliatura è finita indipendentemente dalla volontà dei singoli consiglieri o dalla sua testardaggine, sindaco, e forse non è mai effettivamente cominciata.

Il gruppo consiliare del PD
Roberto Alicandri
Marco Federici