di Eduardo Saturno
E’ in dirittura d’arrivo la nuova tassa sui rifiuti in mare. E sarà inserita nella bolletta della Tari. Questo prevede il “ddl Salvamare” approvato in via definitiva dal Senato l’11 maggio 2022.
Il testo, come evidenziato nell’art. 1, mira a “contribuire al risanamento dell’ecosistema marino e alla promozione dell’economia circolare nonché alla sensibilizzazione della collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi volti alla prevenzione dell’abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune e alla corretta gestione dei rifiuti medesimi”.
In sintesi, con la nuova legge, che come obbiettivo principale si connota come una lotta senza quartiere alla plastica in mare, si norma la gestione e il riciclo dei rifiuti occasionalmente pescati (Rap) e di quelli volontariamente raccolti (RVR), statuendo che i medesimi siano configurabili come i rifiuti delle navi e che possano essere conferiti, una volta che il natante arriva in porto, a titolo non oneroso negli appropriati centri di raccolta urbani.
E’ previsto, inoltre, che i prodotti di origine vegetali portati a riva dalle mareggiate o trascinato dai fiumi non vengano valutati in quanto rifiuti, ma riciclati o usati come biomasse per generare energia.
Il provvedimento introduce anche alcune premialità per gli “spazzini del mare” che rispettano gli obblighi di conferimento previsti, introducendo iniziative di sensibilizzazione e campagne di pulizia.
Al fine di coprire i costi di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati, la nuova legge all’art. 2, comma 7 contempla che gli stessi vengano ripartiti sull’intera collettività nazionale per evitare che il gravame si riverberi esclusivamente sui Comuni all’interno dei quali vengono conferiti e che si innestino nella tassa sui rifiuti con idonea componente separata dal resto della tariffa.
Un compito dell’ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente che nell’ambito delle sue prerogative decreterà norme e modalità della nuova voce in fattura, evidenziandola negli avvisi di pagamento rispetto alle altre componenti della Tari.