Riceviamo e pubblichiamo
La Prefettura di Roma ha messo a disposizione dei Comuni un percorso per rafforzare i controlli contro le
infiltrazioni mafiose, ma ad Anzio il Comune rimane fermo. Intanto la Regione revoca alla città 58mila
euro destinati ai beni confiscati.
La Prefettura di Roma ha offerto ai Comuni della Città Metropolitana unʹoccasione importante per rafforzare
la legalità, ma il Comune di Anzio lʹha lasciata cadere nel vuoto: senza un atto, una comunicazione, un segnale
politico. Un silenzio che pesa e che conferma, ancora una volta, lʹincapacità dellʹamministrazione di cogliere
ciò che serve davvero alla città.
Il 19 maggio, infatti, la Prefettura ha proposto ai Comuni un Protocollo di Legalità contro le infiltrazioni
mafiose nei settori del turismo e della ristorazione, basato su controlli mirati e collaborazione istituzionale. A
quasi un mese da quella comunicazione, dalla Giunta di Anzio non risultano iniziative pubbliche né atti
concreti sullʹavvio dellʹiter di adesione.
Per Fratelli dʹItalia è lʹennesima dimostrazione di una legalità ʺa corrente alternataʺ da parte della sinistra:
molta teoria, poca pratica.
«Qui non siamo davanti a un passaggio burocratico, ma a uno strumento concreto per difendere lavoro,
operatori del settore e sicurezza dei cittadini – sottolinea Marco Del Villano, coordinatore di Fratelli dʹItalia
Anzio. La Prefettura propone un Protocollo di Legalità e la Giunta non può restare in silenzio. Se
lʹamministrazione ha avviato unʹinterlocuzione, lo dica alla città; se non lʹha fatto, spieghi perché. Legalità,
controlli e tutela di chi lavora nel rispetto delle regole sono il minimo indispensabile per una convivenza civile.
Non è confortante, poi, aver perso i finanziamenti destinati ai beni confiscati alle mafie: un altro segnale di scarsa attenzione su un fronte che dovrebbe essere prioritario.»
La Regione Lazio ha infatti revocato definitivamente il contributo di 58.570,20 euro destinato alla
manutenzione e ristrutturazione dellʹimmobile confiscato di Via Tevere 19, a causa del mancato rispetto delle
scadenze e dellʹassenza di riscontri ai solleciti formali degli enti preposti, rimasti senza risposta fino al
preavviso di revoca.
«Quando si parla di legalità – conclude Del Villano – servono serietà, continuità e capacità amministrativa.
Anzio merita molto di più.»



