Utile netto di 8,5 milioni di euro, investimenti per 38,5 milioni trainati dai fondi PNRR, riduzione dell’indebitamento di oltre 30 milioni.
Quando si parla di acqua, la prima immagine che viene in mente è quella di una risorsa che scorre libera e gratuita. Poi però arriva il bilancio di fine anno e scopriamo che l’acqua, almeno sulla carta, sa anche portare utili. Il bilancio 2025 di Acqualatina si chiude infatti con un utile che non passa inosservato: 8,5 milioni di euro, cifra che trasforma il classico “goccia a goccia” in un più concreto “utile a utile”.
I ricavi parrebbero aver fatto la loro parte: gli incassi dalle bollette nel 2025 hanno superato i 144 milioni di euro, segno che la gestione delle entrate ha retto o che le bollette sono state esigenti con i portafogli dei contribuenti. Sul fronte degli investimenti, la società dichiara spese per oltre 17 milioni di euro: una cifra che suona rassicurante se pensiamo a tubature rinnovate e impianti più efficienti, meno rassicurante se la si confronta con le lamentele dei cittadini sui disservizi.
E qui entriamo nella parte più succosa del copione: tra sindaci soddisfatti e amministrazioni più critiche, il bilancio è passato ma non senza qualche mugugno. A Cisterna, ad esempio, il voto contrario non è stato solo una formalità: i rappresentanti locali hanno ricordato agli uffici che utili milionari e disservizi non sono un’accoppiata particolarmente popolare.
Insomma, sul cartaceo i conti tornano: utile in tasca, investimenti in progetto e ricavi in crescita. Nella realtà quotidiana, però, qualche rubinetto che perde, qualche bolletta contestata e qualche utente arrabbiato continuano a ricordare che amministrare l’acqua è anche amministrare aspettative e pazienza pubblica.
Il dilemma politico è sempre lo stesso: aumentare investimenti e migliorare il servizio (che costa) o rassicurare i cittadini con tariffe più leggere (ma rischiare meno risorse per infrastrutture)? Acqualatina, con questo bilancio, avrebbe scelto la strada degli investimenti (sic!) e intanto la politica locale si prepara a misurare il termometro dell’opinione pubblica.
Concludiamo con un sorriso: il bilancio 2025 prova che l’acqua sa essere anche un buon affare. Resta vedere se i cittadini, alla fine, applaudiranno il risultato quando i rubinetti funzioneranno a dovere o preferiranno brindare con l’acqua della bottiglia, meno costosa in termini di pazienza.
Eduardo Saturno



