Come non condividere il grido di dolore della nipote di Fakir!. “Chiediamo verità, giustizia,rispetto,umanità”. Chiunque abbia visto la scena del contenimento violento di quell’uomo, pressato a terra, a volto in giù,dal peso di tre operatori dello stato, che lo dovevano prendere in consegna, se minimamente sensibile, ha sentito penetrare la sua sofferenza, urlata per due lunghi minuti, nel profonde delle proprie viscere. Il coinvolgimento emotivo era inevitabile. Eppure ci sono stati individui, impermeabili alla commozione, incapaci di udire le grida di aiuto strozzate di quel poveretto. Non si sono affatto allarmati,non si sono fermati, hanno continuato fino ad ucciderlo a mani nude. Ma si può veramente valutare il loro comportamento ineccepibile sul piano professionale? Come si è affrettato a dichiarare il capogruppo alla camera di FdI. Questo schierarsi automaticamente in difesa delle forze di polizia, non è un buon servizio, reso a questa istituzione dello Stato. Nasconde invece la grave responsabilità di questo governo, di non aver saputo mettere in atto misure idonee per fronteggiare il problema della sicurezza dei cittadini. Invece di programmare un rafforzamento, anche con una maggiore formazione oltre che con nuove assunzioni, degli agenti di polizia,hanno inasprito le pene con un susseguirsi di decreti, che restringono la libertà dei cittadini, invece di proteggerli. Strategia coerente con l’ideologia dei nostri attuali governanti, che preferiscono l’ottusa repressione ad ogni forma di rieducazione dei trasgressori. C’è un poveretto in palese crisi psicotica? È giusto usare la forza, la violenza fino ad ucciderlo per prenderlo in consegna, invece di aiutarlo. Loro ritengono di si. Noi pensiamo che tutto questo sia contrario ad un vivere civile, al rispetto della vita umana. Crediamo che sia possibile e che si debba cambiare.
Maria Vittoria Frittelloni



