La maggioranza prova ancora una volta a sviare la questione, spostando il confronto dal merito agli attacchi personali.
Fa sorridere che chi accusa Flavio Vasoli di “nascondersi dietro una lista” firmi poi i propri comunicati con cinque sigle politiche. La Lista Turano per Anzio è una comunità politica, rappresentata ieri da Rodolfo Turano e oggi da Flavio Vasoli: quando interviene, lo fa a nome di un gruppo, non di una singola persona. Solitamente questo è un pregio, non un difetto.
Il punto, però, resta un altro ed è molto semplice: Anzio ha partecipato al bando Sport e Periferie e non ha ottenuto il finanziamento per il campo di Falasche. Appena poche settimane fa l’Amministrazione presentava l’approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione come un “passo concreto verso il recupero dell’impianto”; oggi il dato politico e amministrativo è che quel finanziamento non è arrivato. E nessun comunicato può cancellarlo.
Purtroppo non è la prima volta. Sulla pista ciclabile Lavinio Mare-Lido dei Pini avevamo segnalato per tempo il rischio di perdere circa 3 milioni di euro di fondi PNRR, chiedendo un cambio di passo immediato. Allora le nostre preoccupazioni furono liquidate e smentite. Poi sono arrivati i fatti: cantiere mai partito, contenzioso con l’impresa e finanziamento compromesso.
Lo stesso schema si è visto in altri dossier importanti per la città. Sul Paradiso sul Mare si continuano ad annunciare percorsi di recupero, ma i lavori veri non sono mai partiti e il cantiere continua a non vedersi. Rispettiamo la cultura e la memoria dell’architetto Cesare Bazzani, ma mentre si finanziano mostre, cataloghi e allestimenti dedicati al progettista del Paradiso, il Paradiso sul Mare resta chiuso, fermo e degradato. Una città seria non può limitarsi a celebrare il progettista mentre l’opera continua ad attendere cantieri, coperture certe e atti concreti.
E lo vediamo anche nella gestione delle emergenze quotidiane: una città che resta senz’acqua non ha bisogno dell’ennesimo rimpallo di responsabilità. Acqualatina deve certamente rispondere dei disservizi e intervenire con urgenza, ma il Comune ha il dovere politico e amministrativo di esserci subito, coordinare, pretendere interventi immediati, predisporre punti di distribuzione e tutelare soprattutto famiglie, anziani, attività economiche e persone fragili. Lo scaricabarile non riempie i rubinetti.
Ora accade di nuovo: si perde un contributo importante e, invece di assumersi la responsabilità politica dell’ennesima occasione mancata, si tenta di scaricare tutto sui “criteri oggettivi” o sui fantasmi della vecchia amministrazione.
L’Amministrazione dovrà spiegare ai cittadini con quali risorse intende ora realizzare l’intervento sul campo di Falasche: fondi propri, nuovo indebitamento, mutuo o altri canali di finanziamento. Perché quando si perde un contributo così importante, il problema non sparisce: rischia semplicemente di ricadere sul bilancio comunale e, quindi, sulla città e sui cittadini.
Dopo il Paradiso sul Mare, dopo la pista ciclabile Lavinio Mare-Lido dei Pini, ora anche Falasche rischia di diventare l’ennesima opera per la quale il Comune dovrà trovare risorse aggiuntive, dopo non essere riuscito a ottenere o conservare finanziamenti decisivi.
Continuare a dare la colpa a chi c’era prima, al gestore di turno o a chiunque altro è la scusa più comoda per chi non riesce ad assumersi la responsabilità del presente. Amministrare significa programmare, coinvolgere, scegliere i migliori strumenti tecnici, costruire progetti competitivi, garantire piena trasparenza nelle procedure e intervenire tempestivamente quando la città vive un’emergenza.
In questi mesi, invece, abbiamo visto troppa comunicazione e troppo poca programmazione: atti rettificati, annullamenti in autotutela, affidamenti diretti, importi che sfiorano le soglie di legge, incarichi che hanno sollevato evidenti questioni di opportunità politica e procedure gestite in emergenza.
Tutto legittimo? Lo dimostrino con la massima trasparenza. Anzio merita scelte amministrative non solo corrette, ma anche chiare, motivate e inattaccabili.
Non servono slogan né alibi. Servono procedure aperte, progettazione seria, servizi essenziali garantiti e finanziamenti realmente ottenuti.
Sul campo di Falasche la domanda resta una sola: con quali risorse, con quali tempi e con quali procedure intendono ora realizzare l’intervento?
Flavio Vasoli
Rodolfo Turano
e la Lista Turano per Anzio



