HomeAttualitàNettuno, accessi al mare: respinti i ricorsi dei proprietari

Nettuno, accessi al mare: respinti i ricorsi dei proprietari

“La vicenda degli accessi al mare di Nettuno entra in una fase decisiva. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto la richiesta di revoca del decreto cautelare che impone al Comune l’apertura immediata di accessi in sicurezza verso l’arenile. Una decisione che, letta alla luce degli atti depositati e delle diffide da parte del Comitato dei mille e del Codacons, segna un punto di non ritorno nel rapporto tra istituzioni e cittadinanza.

Il decreto del 24 luglio 2026, n. 04158/2026, aveva ordinato al Comune di “provvedere a consentire l’accesso all’arenile in sicurezza nel tratto di cui è questione”. Il TAR aveva motivato la misura richiamando il silenzio serbato dall’Amministrazione sulla diffida del 19 gennaio, un silenzio che “si oppone all’interesse pubblico e collettivo a fruire del demanio in sicurezza”. Non si trattava di un ordine complesso: nessuna istruttoria, nessun tavolo tecnico, nessuna relazione programmatica. Il giudice chiedeva un fatto immediato e verificabile: garantire un accesso sicuro all’arenile.

Il 3 agosto una controinteressata ha tentato di ottenere la revoca del decreto. Il TAR, con il provvedimento n. 04333/2026 pubblicato il 4 agosto, ha respinto l’istanza, rilevando l’assenza di un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’ordine e confermando la prevalenza dell’interesse pubblico alla sicurezza e alla fruizione del demanio. La camera di consiglio del 4 settembre è stata confermata, ma l’obbligo di eseguire il decreto resta pienamente vigente.

Gli atti mostrano un quadro istituzionale che si è progressivamente irrigidito. Allo stato degli atti, il Comune non ha risposto alla diffida del 19 gennaio, non ha dato esecuzione al decreto del 24 luglio, non ha adottato ordinanze contingibili e urgenti, non ha predisposto misure provvisorie, non ha attivato alcuna vigilanza, non ha aperto alcun varco, neppure temporaneo. Una sequenza che, come osserva Simone Massari, “non configura una semplice omissione, ma una forma patologica di esercizio del potere pubblico, capace di produrre enormi effetti materiali e giuridici pur in assenza di un provvedimento espresso”.

L’avv. Bruno e l’ing. D’Errico sottolineano che “l’apertura del varco non è una possibilità: è un dovere. Il concetto espresso dai giudici amministrativi è chiarissimo: l’interesse collettivo alla fruizione sicura del demanio è prevalente e non può essere sacrificato per inerzia amministrativa”.

La questione degli accessi al mare di Nettuno non riguarda più soltanto l’apertura di alcuni cancelli. Riguarda il principio, fondamentale nello Stato di diritto, secondo cui i provvedimenti del giudice amministrativo devono essere rispettati ed eseguiti e dove l’interesse pubblico non può essere scavalcato dall’inerzia dell’Amministrazione”.

Lo dichiara in una nota Piero Tirocchi, legale rappresentante Comitato dei Mille e Dialogo.

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