“Stadio Bruschini: comunicati sul nulla e l’incapacità dell’Amministrazione si riversano sulla pelle delle persone e della società”
Nonostante la nostra disponibilità, più volte manifestata, a mettere a disposizione competenze e collaborazione per consentire la riapertura al pubblico dello Stadio Bruschini, ancora una volta registriamo veti, contraddizioni e dichiarazioni che sembrano cadere nel vuoto.
Eppure, nell’ultimo Consiglio Comunale, il Vice Sindaco aveva espresso una posizione che lasciava intendere una concreta volontà di collaborazione.
Evidentemente, però, a prevalere sono ancora una volta le logiche interne alla Giunta.
“Nemo propheta acceptus est in patria sua”.
È bene allora spiegare alla signora Corrado che il Comune di Anzio rischia di passare alla storia per essere l’unico Comune ad aver richiesto l’accatastamento quale adempimento funzionale alla Commissione di Pubblico Spettacolo, quando tale adempimento non risulta pertinente alle questioni di sicurezza che la Commissione è chiamata a verificare.
Ma ormai abbiamo compreso il copione: quando non si riesce a risolvere un problema, si cerca un responsabile nel passato.
Sono trascorsi due anni di vuoto e, anziché concentrarsi sulle soluzioni, si continua a guardare indietro.
Sarebbe invece opportuno prendere esempio da Progetto Civico, che, grazie al lavoro del suo fondatore, è riuscito in appena un mese a trasformare uno stadio di rugby privo di agibilità per il pubblico spettacolo in un impianto idoneo ad ospitare il calcio di Serie C, ottenendo la licenza di pubblico spettacolo e superando il GOS.
Ma la cosa che più ci preoccupa del recente comunicato stampa dell’Amministrazione è un’altra: l’annunciata apertura dello stadio “fino a 100 persone”.
Nel corso del Consiglio Comunale avevamo chiarito un punto fondamentale: rimanendo al di sotto delle 100 persone non è richiesto l’intervento della Commissione di Vigilanza e non serve la SCIA antincendio, ma non si possono escludere determinati adempimenti ai fini della normativa e non significa automaticamente essere esonerati dall’agibilità di pubblico spettacolo né dal rispetto delle prescrizioni di sicurezza dell’impianto.
Sono questioni diverse e non possono essere confuse.
Ed è proprio questa confusione che ci preoccupa.
Perché quando si parla di impianti sportivi e di presenza di pubblico, non si può procedere per comunicati, annunci o interpretazioni approssimative. Si parla della sicurezza delle persone.
La nostra posizione è sempre stata chiara: non vogliamo impedire la riapertura del Bruschini. Al contrario, vogliamo contribuire a renderla possibile nel rispetto delle norme e delle necessarie condizioni di sicurezza.
Abbiamo teso una mano.
Ci saremmo aspettati che venisse raccolta.
Ancora una volta, invece, sembra prevalere la volontà di attribuire responsabilità ad altri: ai vandali, a chi amministrava prima, agli astri che non si sono allineati e, perché no, persino allo scioglimento del Consiglio Comunale.
Tutto, tranne assumersi la responsabilità di trovare una soluzione.
Anzio non può continuare così.
Mentre l’Amministrazione comunica aperture parziali (in piedi ed in piccionaia) e si perde in rimpalli di responsabilità, le società sportive aspettano, gli impianti rimangono chiusi e i cittadini assistono impotenti.
Noi continueremo a chiedere chiarezza, competenza e rispetto delle regole.
Perché sullo Stadio Bruschini non è in gioco una partita politica.
È in gioco la possibilità per una società sportiva di tornare a giocare davanti ai propri tifosi e, soprattutto, la sicurezza delle persone che entrano in un impianto pubblico.
Lista Turano per Anzio




