Gli arresti eseguiti ieri hanno portato in carcere 5 poliziotti del Commissariato di Anzio e Nettuno.
Gli investigatori della Sisco, la sezione investigativa del Servizio centrale operativo, coordinati dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Roma, hanno eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque poliziotti del commissariato di Anzio Nettuno.
Chi sono i cinque poliziotti infedeli
Mauro Matalone, Sergio Forcina, Antonio Pucci, Francesco Aversano, Alessandro Fortunato sono accusati, a seconda delle posizioni, di associazione per delinquere, peculato, falso, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, concorso in cessione di sostanze stupefacenti e accesso abusivo ai sistemi informatici in uso alle forze di polizia. Il questore di Roma Roberto Massucci ha disposto l’immediata sospensione dal servizio nei confronti di tutti e cinque.
L’inchiesta della Sisco, con il supporto della squadra mobile, è iniziata nel febbraio del 2024 dall’ascolto di alcune frasi pronunciate da persone pregiudicate che erano sotto intercettazione. Gli indagati, poi finiti a processo, parlando tra loro stigmatizzavano i comportamenti degli agenti, raccontando di come avessero sequestrato formalmente solo 25 chili di cocaina, quando l’intera partita ammontava a 50 chili.
Le accuse: falso e peculato
Falsificavano i verbali di sequestro, facendo sparire parte della droga intercettata oppure mettendosi in tasca i soldi contanti, che requisivano come provento dello spaccio. Di qui le accuse di peculato e falso. Al termine delle indagini è stato scoperto che gli agenti avrebbero tenuto per loro circa 20mila euro.
Nel concreto, lavoravano prendendo di mira e arrestando solo gli avversari dei loro confidenti, che potevano “accordarsi” con loro per trasportare la droga. Così facendo, secondo l’accusa, i cinque indagati, “fornivano un apporto essenziale alla sopravvivenza e alla proficua prosecuzione delle attività di una associazione per delinquere impegnata nel trasporto e la cessione di hashish e cocaina”.
Ora tutti e cinque si trovano in carcere e nei prossimi giorni dovrebbero andare di fronte ai magistrati. Lì potranno decidere di dare la loro versione sottoponendosi all’interrogatorio, oppure avvalersi della facoltà di non rispondere. Essendo l’indagine nelle fasi iniziali per tutti vale comunque la presunzione di innocenza.




