COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO ARGINE
Il Comitato Argine, per voce della sua Referente e Coordinatrice pro tempore Francesca Alessandra Capponi, interviene con fermezza basandosi esclusivamente e unicamente su ciò che emerge in modo inequivocabile dalla sentenza n. 718/2026 del Tribunale Ordinario di Latina, unica fonte ufficiale a cui fare riferimento per inchiodare le responsabilità individuali e smascherare qualsiasi narrazione di comodo, evidenziando che il provvedimento e le motivazioni del tribunale cristallizzano le condanne nei confronti dei singoli imputati coinvolti nelle dinamiche illecite del Comune di Sperlonga e degli altri enti citati nel procedimento, a cominciare dall’ex sindaco Armando Cusani, condannato alla pena di sei anni di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici, con i giudici che evidenziano testualmente come egli «attraverso la gestione amministrativa ha rafforzato la sua attività criminale», adoperando la propria posizione per consolidare un sistema di potere opaco e alterare la gestione della cosa pubblica, degli appalti e delle procedure, mentre per gli altri imputati le motivazioni della sentenza delineano le singole posizioni e le relative condanne, fondate su riscontri oggettivi che attestano una palese violazione delle regole di trasparenza, legalità e correttezza all’interno degli appalti e degli enti interessati, restituendo complessivamente la geografia di un condizionamento amministrativo esteso in cui la gestione degli appalti, dei concorsi e delle procedure urbanistiche nel Comune di Sperlonga e nelle aree connesse ha sistematicamente piegato l’interesse pubblico a logiche di fazione, fermo restando che ciò che merita di essere rimarcato a tutela della verità storica e giudiziaria, attenendosi rigorosamente alle carte processuali, è il paradosso e al contempo la genesi documentale di questa inchiesta, poiché a fronte di circa sei ore complessive di interrogatorio in cui la figura del Luogotenente dei Carabinieri Salvatore Capasso, all’epoca Comandante della Stazione locale e baluardo della legalità, non risulta destinataria di escussioni dirette di tale estensione, la solidità granitica dell’intero impianto d’indagine poggia interamente sulla documentazione originaria, trovando la sua pietra miliare nell’informativa di reato dettagliata e puntuale, partita direttamente dalla Stazione dei Carabinieri di Sperlonga e recante la firma autografa del Luogotenente Salvatore Capasso, un atto genetico redatto con rigoroso spirito di servizio che ha fornito la base oggettiva e imprescindibile da cui la magistratura ha tratto i riscontri necessari per scardinare il sistema e giungere alle condanne, confermando infine che il Comitato Argine si affida unicamente alle carte processuali e alle sentenze che parlano chiaro, inchiodando le responsabilità individuali e smascherando ogni narrazione di comodo, continuando a esigere con intransigenza trasparenza, legalità e il pieno ripristino dello Stato di diritto sul territorio.
Il Comitato Argine
Il Comitato Argine si basa sulle sentenze, smascherando le narrazioni di comodo sulla sentenza Cusani
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