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Violenza minorile, SI: “La panchina blu distrutta ad Aprilia e il vuoto educativo che il Governo non vuole vedere”

La nota di Sinistra Italiana sull’atto vandalico

Ad Aprilia, al Parco Europa, la panchina blu dedicata all’autismo, un simbolo di inclusionee cura, è stata distrutta pochi giorni fa dai vandali. Non è un episodio isolato. È il sintomo di una società che ha smesso di investire nei luoghi dell’aggregazione, nella scuola, nei parchi, nei servizi educativi. È il segnale che arriva da casa nostra e che dice, con brutale chiarezza, cosa succede quando lo Stato si ritira. Mentre il Paese registra un’altra settimana di violenze che coinvolgono minorenni, il governo sceglie di rispondere con una proposta di decreto che mette un tetto agli studenti stranieri nelle classi e vieta burqa e niqab. È la dimostrazione plastica di una classe dirigente che, di fronte a un’emergenza sociale che chiede investimenti, risponde con la contabilità e con il simbolo. Un provvedimento che non ha nulla di educativo e molto di elettorale. Il tetto del 30% agli studenti stranieri non parlanti italiano, annunciato dalla premier Melonie dal ministro Valditara, ricalca una circolare della Gelmini del 2010. Il punto non è tecnico: è culturale. Confondere la nazionalità con la conoscenza linguistica è un errore grossolano che alimenta diffidenza e ghettizzazione, esattamente l’opposto del l’integrazione dichiarata negli intenti. Perché il vero problema è un altro, ed è enorme. La ricerca “Juvenile Delinquency and the Decline in Educational Investment”, presentata alla 4th Global Conference on Psychologydi Oxford (21-23 agosto), dimostra con i dati ISTAT e ministeriali dal 2010 al 2023 che la riduzione degli investimenti pubblici nell’istruzione coincide con l’aumento della criminalità minorile. Si parla esplicitamente di un “vuoto educativo” che spinge una parte dei giovaniverso comportamenti illegali. La spesa per l’istruzione è scesa dal 4,6% al 3,9% del PIL, ein regioni come la Campania il tasso di abbandono scolastico è al 17,3% contro il 9,8% della Lombardia. Questi non sono numeri astratti: sono le condizioni materiali che producono la devianza. E i segnali arrivano da tutto il Paese. Secondo il dossier “InDifesa” 2024 di Terre desHommes, elaborato con i dati del Servizio Analisi Criminale della Polizia di Stato, nel 2023 Z c

Lsono stati registrati 6.952 reati a danno di minori, quasi 19 al giorno, con un incrementodel 34% in dieci anni. Tra questi, i maltrattamenti in famiglia sono più che raddoppiatirispetto al 2013, e cresce anche il numero di minorenni coinvolti in reati violenti.Il Sole 24 Ore ha documentato che nel 2024 i minori tra i 14 e i 17 anni segnalati o arrestati sono aumentati del 16% rispetto al 2023, superando quota 38mila, il dato più alto dal 2010. A Milano, il 12 ottobre 2024, cinque giovani, tre dei quali minorenni, hanno accoltellato un 22enne in strada, un episodio citato dagli inquirenti come esempio dell’aumento della violenza giovanile. A Palermo, la procura minorile ha registrato nel2024 più del doppio degli arresti rispetto all’anno precedente, con un ulteriore incrementonel 2025.E torniamo al segnale che arriva da Aprilia. La panchina blu distrutta al Parco Europa è unatto di violenza gratuita contro un monumento alla fragilità e alla consapevolezza. Non èun caso isolato: è il sintomo di una società che ha smesso di investire nei luoghi dell’aggregazione, nella scuola, nei parchi, nei servizi educativi. “Se non si finanziano le infrastrutture sociali, il vuoto viene riempito dalla rabbia e dalla devianza”, ricorda la ricercadi Oxford. Il decreto Meloni non affronta nulla di tutto questo. Non prevede un euro in più per gli insegnanti di sostegno, per gli psicologi scolastici, per i mediatori linguistici, per i progetti direcupero nelle periferie. Non affronta la povertà educativa, non riduce il numero di alunniper classe, non investe nella formazione dei docenti. Si limita a contare i passaporti e avietare un indumento che quasi nessuno indossa.Di fronte a questa assenza, la chiamata alle responsabilità sociali, civili e collettive non èun’opzione, è un dovere. La scuola non è un’azienda che si gestisce con i numeri chiusi. È il luogo dove si costruisce la cittadinanza, dove si intercettano il disagio e la solitudineprima che diventino violenza. Se lo Stato si ritira, non lascia un vuoto neutro: lascia unvuoto che altri riempiono con la violenza, con la devianza, con l’odio. La ricerca di Oxfordce lo dice con chiarezza: meno investimenti in educazione significano più crimini minorili. Il governo ha annunciato il decreto per “garantire parità e uguaglianza”. Ma la parità non sigarantisce mettendo un tetto agli stranieri. Si garantisce assicurando a ogni bambino, italiano o straniero, gli stessi strumenti per imparare: insegnanti preparati, classi non sovraffollate, laboratori, biblioteche, sport, arte, ascolto psicologico, educazione affettiva ed emotiva. Si garantisce investendo. Tutto il resto è propaganda che, mentre finge diproteggere i nostri ragazzi, li lascia soli nel vuoto educativo che il governo stesso hacontribuito a creare. La panchina blu distrutta ad Aprilia e l’aumento documentato della violenza minorile non chiedono un decreto. Chiedono che qualcuno si assuma la responsabilità diricostruire.

SINISTRA ITALIANA APRILIACIRCOLO “ANNA PEZZOTTI”

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