Il primo allagamento e la prima denuncia a settembre 2019. Da allora un incubo senza fine per i residenti di via del Canneto 19, nel quartiere di Pocacqua. Non si contano, nel giro di sei anni, gli episodi di allagamenti che hanno causato danni ai villini della zona e reso necessario l’intervento, a più riprese, dei vigili del fuoco. Tremano gli abitanti del quartiere, in giornate eccezionali come quella di oggi, dove via del Canneto si trasforma sistematicamente in un torrente, la strada viene sommersa e l’incolumità dei residenti è messa seriamente a rischio. Ben quattro episodi di allagamenti, soltanto lo scorso, con metri di acqua arrivati dentro le abitazioni e i vigili del fuoco chiamati per tirare fuori le famiglie bloccate in casa.
“Abbiamo provato a rivolgerci in Comune ma ad oggi nessuno ci ha presi seriamente in considerazione. Stamattina – racconta una residente – un torrente vero e proprio di acqua ha rischiato di buttare giù i cancelli, mio marito è stato due ore sotto la pioggia a cercare di tenere fermo il cancello, per paura che l’acqua ce lo sradicasse da terra e l’abitazione si inondasse. Viviamo dentro un incubo. Non voglio neanche pensare a cosa sarebbe potuto accadere se oggi non fossimo stati in casa al momento della bomba d’acqua. Ho dovuto mettere al sicuro mio figlio facendolo salire sul soppalco di casa. Negli anni abbiamo anche cercato delle soluzioni installando una pompa che non riesce ugualmente ad arginare l’acqua. Dal 2019 sono passati tanti anni, Anzio poi è stata commissariata, per un motivo o l’altro nessuno fino ad oggi è intervenuto. Il problema si sta ingigantendo perché si continua a costruire e le nostre case stanno diventando inagibili ad ogni acquazzone.
Abbiamo urgenza di un incontro con il primo cittadino. Non so se il sindaco sia a conoscenza della gravità del problema ma credo che l’anno scorso sia venuto proprio qui in via del Canneto quando ci fu una forte grandinata e noi residenti rimanemmo bloccati in casa tre giorni. La situazione è grave, se nessuno ci aiuta prima o poi succederà qualcosa di irrimediabile. Anche oggi siamo sequestrati in casa, nessuno di noi è potuto andare a lavoro. E’ possibile vivere così? Abbiamo atteso per tutto questo tempo un intervento o un interessamento da parte di qualcuno, ma adesso basta. L’amministrazione deve aiutarci. Abbiamo diritto a vivere nelle nostre case senza paura di essere sommersi ad ogni allerta meteo”.
Una situazione che si trascina da anni e che può solo peggiorare, complice l’incessante edificazione di palazzi e aree commerciali senza che prima vengano realizzate le necessarie opere fognarie. Quando gli impianti non sono dimensionati per ricevere portate d’acqua elevate – fenomeno aggravato dalle bombe d’acqua recenti dovute al cambiamento climatico – la rete va in pressione e l’acqua rigurgita anche dai tombini, partendo dai punti più bassi della città. Spesso le vecchie fognature uniscono le acque nere a quelle bianche e in caso di forte pioggia, la portata supera la capacità dei tubi di deflusso. Il pericolo per le abitazioni e per i cittadini è sempre più incombente.




