Lettera
Con la presente si intende denunciare pubblicamente il grave paradosso programmatorio emerso nel nuovo Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2027-2029 del Comune di Anzio.
Dall’analisi degli stanziamenti per via Ardeatina, si apprende che i fondi da 800.000 euro serviranno a completare i marciapiedi solo da via Rimini fino a Tor Caldara. Di conseguenza, rimane totalmente escluso e non finanziato l’ultimo pezzo privo di marciapiede, appena 500 metri , che va dall’ingresso della Riserva Naturale fino a via dei Lillà (Località Cincinnato).
Questo “buco” di mezzo chilometro crea un’interruzione inaccettabile nella sicurezza stradale. Il piano attuale finisce per dividere il territorio: garantisce un percorso protetto a chi viene da Lavinio mare, ma isola completamente i residenti di Cincinnato e della altre zone, costringendoli a camminare sulla carreggiata ridotta e ad alto scorrimento per raggiungere a piedi la Riserva.
Ci teniamo a precisare che qualsiasi stanziamento di fondi e cantiere per le opere pubbliche sul nostro territorio è ben accetto e fortemente apprezzato dalla cittadinanza, poiché la riqualificazione di via Ardeatina è attesa da decenni. Tuttavia, proprio perché consideriamo preziosi questi investimenti, riteniamo un grave peccato che lo sforzo economico stanziato venga vanificato lasciando un’incompiuta di poche centinaia di metri in uno dei punti più critici.
Considerato il concomitante stanziamento di 1,5 milioni di euro per il rischio idrogeologico a Cincinnato nello stesso triennio, si richiede con massima urgenza:
•Che in fase di progettazione esecutiva dei fondi per il dissesto, o tramite variante tecnica sui marciapiedi, venga integrata la realizzazione dei 500 metri mancanti di marciapiede/ciclopedonale fino a via dei Lillà, ottimizzando le risorse già previste.
•Un sopralluogo tecnico immediato da parte della Polizia Locale per disporre misure provvisorie di tutela dei pedoni nel tratto escluso.
Si resta in attesa di un sollecito riscontro scritto da parte degli uffici competenti.
Distinti saluti,
Vincenzo Perruccio




