Con una missiva indirizzata alle istituzioni nazionali, regionali e comunali, tra questi anche i Ministeri, il legale del titolare della A.S.D. Club La Capannina sita al Molo Pamphili del porto di Anzio, chiarisce alle autorità la propria posizione, contestando le sentenze di Tar e Consiglio di stato che hanno decretato il rilascio dell’area occupata dalla struttura del Club presente dal 1980.
“Oggetto: Segnalazione istituzionale concernente la posizione della A.S.D. Club La Capannina nell’ambito delle concessioni demaniali marittime del porto di Anzio – gravepregiudizio patrimoniale e non patrimoniale subito dall’Associazione e dal suo legalerappresentante – valutazione di azione risarcitoria civile – gravissime vicende di mala gestiodei soggetti responsabili (liquidazione giudiziale di Capo d’Anzio S.p.A.; scioglimento del Comune di Anzio per infiltrazioni mafiose) – richiesta di valutazione, ciascuno per quanto dicompetenza, di iniziative amministrative, ispettive e/o di eventuale intervento nel giudizio amministrativo pendente”. “Si tratta- continua la segnalazione-di un esito che addossa all’Associazione le conseguenze di una mancata formalizzazione che non le è in alcun modo imputabile, ma è riconducibile esclusivamente alla condotta omissiva, dilatoria e infine insolvente della Capo d’Anzio S.p.A. — società poi assoggettata a liquidazione giudiziale — nonché alla condotta contraddittoria del Comune di Anzio che per anni ha alimentato l’affidamento dell’Associazione sulla propria permanenza nell’area, salvo poi disporne il rilascio immediato”. La lunga missiva conclude “L’A.S.D. Club La Capannina e il suo legale rappresentante hanno subito e stanno subendo pregiudizi gravi, concreti e in parte irreversibili, che non possono essere ignoratidalle istituzioni competenti. Per tali ragioni si confida che le Amministrazioni e Autorità in indirizzo vogliano attribuire alla presente segnalazione la dovuta attenzione istituzionale, procedendo allevalutazioni di rispettiva competenza”.




