“Nel raccontare i fatti di Milano trasceso il limite, valuteremo eventuali violazioni”
“La carta deontologica dei giornalisti ha dei limiti molto chiari quando si tratta di raccontare minori anche quando sono protagonisti di reato. Vale la pena di riportare il primo comma dell’articolo 12 per intero: ‘Nelle vicende che coinvolgono persone minorenni, sia in qualità di protagonisti che di vittime o testimoni, la/il giornalista non diffonde dati personali e ogni altra circostanza ed elemento che possano, anche indirettamente, consentire la loro identificazione, avendo cura di evitare sensazionalismi e qualsiasi forma di speculazione. La necessità di tutela è finalizzata ad impedire che l’informazione possa incidere sull’armonico sviluppo della loro personalità, turbare il loro equilibrio psico-fisico e influenzare negativamente la loro crescita’”. A ricordarlo, in una nota, è il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio Guido D’Ubaldo, che segnala come “in questi giorni, nel raccontare i fatti di Milano”, si sia “evidentemente trasceso questo limite”. “In un caso in particolare, sebbene il protagonista fosse di giovane età – continua D’Ubaldo – si sono mostrati tratti riconoscibili del suo volto e della sua fisionomia, la famiglia, il quartiere, la casa, i problemi familiari, la scuola. La commissione pari opportunità dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, assieme all’Ordine dei giornalisti del Lazio nella sua interezza, richiama i colleghi ad un più rigoroso rispetto di uno dei cardini più importanti del codice deontologico, codice la cui esistenza è alla base della professione stessa. La commissione invierà una richiesta formale alla commissione disciplinare affinché valuti se queste violazioni sono avvenute anche da parte di giornalisti iscritti nel Lazio”.




