Sul “Corriere” di qualche giorno fa mi ha colpito un articolo di Federico Rampini: ‘il vizio di processare la società’. Il notissimo giornalista focalizza la sua attenzione sulla mania,secondo lui,di voler sempre attribuire colpe alla società,analizzando comportamenti aggressivi dei giovani contro di essa. I suoi argomenti sembrano inoppugnabili, indica esempi di personaggi tipo Bin Laden, certamente miliardario, altri appartenenti alle brigate rosse certamente benestanti, che sicuramente non avevano biografie di sofferenza e povertà a giustificazione delle loro ideologie aggressive e violente. Questi esempi non vedo però come possano essere accostati alle rivolte giovanili. Rampini, a mio avviso,procede nella sua arguta analisi con metodo manipolatorio scambiando i soggetti. Le rivolte delle periferie francesi, quelle attuali di Parigi,di Madrid e quelle da noi meritano la nostra attenzione e non liquidate con una ‘meschina sottovalutazione’ come detto giustamente dal nostro Presidente. Il tentativo di oscurarle o peggio ancora confonderle,mettendole nel calderone delle proteste violente, liquidandole con un giudizio ‘politicamente corretto’ è oltremodo al contrario molto scorretto. La società,secondo lui,è la vittima aggredita non la causa delle azioni intemperanti della rabbia dei giovani. Quindi dobbiamo smetterla di trovare giustificazioni a questi comportamenti violenti. Ad un certo punto del suo articolo afferma: “il consumismo sfrenato manipola il linguaggio della rivolta giovanile. Si grida contro il capitalismo e intanto si desiderano – gratis – i suoi simboli più costosi.” Caro Rampini ma questo che dici non ti fa proprio riflettere? Tu ti riferisci genericamente ad una società aggredita poi,ricordando l’assalto dei minorenni ai negozi ‘griffati’, telecomandati,purtroppo non sappiamo da chi, ti scandalizzi dei loro furti vandalici. Ma non puoi fare a meno di indicare appunto quali sono i falsi valori, inseguiti da questi giovanissimi. Valori che sono veicolati da una società un tantino malata, appunto una società dominata dal capitale Affermato questo,non ci dobbiamo proprio chiedere quali sono le cause e pensare alle giuste soluzioni? O invece andiamo dietro alle soluzioni proposte dal nostro geniale ministro della giustizia: “allargare le carceri”per metterceli dentro? Oppure continuare con decreti repressivi?
Maria Vittoria Frittelloni




