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Anzio, il “Paradiso sul Mare” un valore storico. Architettura e spazio urbano, il luogo, la cultura, le strategie per lo sviluppo della città

di Raffaele Panico

Il “Paradiso sul mare” lungo la riviera Zanardelli ad Anzio deve tornare ad occupare uno spazio d’eccellenza nel futuro urbanistico. La struttura è testimonianza dell’identità culturale e sarà una leva per il rilancio del territorio. Al tempo stesso è memoria della città e sarà una finestra aperta sul mondo. Sono iniziati, dopo anni di dimenticanza, i lavori di consolidamento del salone cosiddetto “Momus”, a piano terra, a livello strada. Questi lavori sono propedeutici al resto della ristrutturazione. Dopo questo intervento che è stato finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti occorrevano ulteriori finanziamenti. Uno è quello del Comune di Anzio pari a uno stanziamento di 2 milioni di euro, c’è la prima trance, il primo milione nel 2027 e l’altro nel 2028. Quindi al momento sono in opera cifre per 5,7 milioni e occorreranno almeno altrettanti per completare l’opera. L’amministrazione comunale di Anzio si è adoperata, con richiesta alla Regione Lazio e al Ministero per stanziare ulteriori finanziamenti. Inoltre, c’è un “Ordine del giorno” di Città Metropolitana, approvato all’unanimità, che sottolinea l’importanza dell’opera, ma lo stanziamento dei fondi è ancora in itinere. La situazione al momento è questa.
Intanto l’amministrazione comunale ha spostato i reperti archeologici già dal 28 agosto come richiesto dal Ministero, e anche se con qualche mese di ritardo, questo ha affidato i lavori e sta aspettando il visto di registrazione che autorizzi l’inizio dei lavori.

Sono solo cent’anni di storia, nei trascorsi millenni della città di Anzio, un breve passaggio di bellezza architettonica inserita nella felice posizione urbana sul mar Tirreno, questo è il “Paradiso sul Mare” e il suo significato. Questa opera, di grande valore storico culturale, tra sogno e immaginazione di vitalità, è stata progettata dell’architetto Cesare Bazzani (1873-1939) nei primi anni Venti. Il committente mecenate è stato Giuseppe Polli il quale, nel 1919 dopo una salubre estate trascorsa ad Anzio volle realizzare l’imponente edificio per migliori futuri eventi cittadini, persino una Casa da gioco. Perfettamente inserito nel tessuto urbano architettonico della Riviera Zanardelli il “Paradiso dul Mare” venne inaugurato nel 1924. Non ebbe l’auspicata fortuna durante il regime fascista. Nel 1944 divenne centro del comando Alleato dopo lo sbarco del gennaio 1944. Nuova vita e fortune iniziavano con produzioni filmiche, Amarcord di Federico Fellini e Polvere di stelle di Alberto Sordi. L’edificio venne poi adibito in parte a scuola e convitto per attività formazione alberghiere e ristorazione, anche sede dell’Istituto statale alberghiero “Marco Apicio” di Anzio. E, in parte, anche sede del museo civico archeologico di Anzio. È tempo ora che torni ad occupare lo spazio di memoria e identità collettiva. Durante tutto l’anno la città di Anzio annovera tra antiche vestigia la fama di vacanza, appuntamenti ed incontri ed eventi di alto profilo, testimonianze di presenza storica fin dai tempi antichi che presto, con il sogno del “Paradiso sul mare” da oltre Cent’anni, darà nuova linfa alla città.

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