Infermiera aggredita, dal PS chiariscono: “Non c’erano file. Solo tanta rabbia”

    Non è dipesa dalle file, né dai tempi di attesa, la violenta aggressione di un utente del pronto soccorso di Anzio ai danni di un’infermiera, alla quale oggi è stato rotto il setto nasale con un pugno. Il raptus è partito da una 58enne che aveva accompagnato con un codice verde il compagno al Ps. Ma come sono andate realmente le cose? “Il paziente non era infuriato per la fila – spiegano dal pronto soccorso – come è stato riportato da alcuni giornali. Tutt’altro, dato che il signore era stato già visitato, ed era in trattamento. La medicazione è avvenuta in meno di un’ora, e calcolando che si trattava di un codice verde l’attesa non è stata affatto lunga. La donna che lo accompagnava ha perso il controllo quando l’abbiamo fatta uscire chiedendole di tornare in sala d’attesa. Se tutti restassero dentro la sala nella quale vengono medicati i pazienti, tra parenti e familiari, immaginate cosa succederebbe. Se li allontaniamo è solo per una questione di privacy ma in molti sembrano non capirlo e a pagare stavolta è stata una nostra operatrice”. Tutto è avvenuto nel giro di pochi secondi. All’invito ad uscire dalla sala, la signora perde il controllo e tira la borsa in faccia all’infermiera, spaccandole il setto nasale. “Un comportamento assurdo, che non avrebbe trovato giustificazione anche qualora ci fossero state file esorbitanti. Le persone che arrivano al Ps sono sempre più arrabbiate, prevenute, non si rendono conto che qui ci sono medici che lavorano e danno il massimo per mandare avanti l’ospedale. Tutto sommato la realtà di Anzio e Nettuno non è critica come si dice. Nei Ps di Roma le file vanno dalle 5 alle 6 ore. Basta guardare il numero di accessi medi. Qui la situazione è meno drammatica che altrove”.