ROMA – La maggioranza va sotto alla Camera dei Deputati sulla legge elettorale. Con una votazione a scrutinio segreto, l’Aula di Montecitorio ha respinto per un solo voto di scarto l’emendamento cardine alla legge elettorale targato Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, sostenuto anche da Lega e Forza Italia. La proposta di modifica, che mirava a riscrivere l’articolo 1 del testo introducendo un sistema misto tra capilista bloccati e preferenze, è stata bocciata con 188 voti contrari e 187 favorevoli. Grande esultanza in aula da parte delle opposizioni con fragorosi applausi e cori al grido di “dimissioni” e “elezioni”.
Le preferenze finte: con il capolista bloccato, il listone bloccato, senza l’alternanza di genere: una specie di truffa fatta di corsa per paura di essere sconfitti alle prossime elezioni. La Meloni ha sfidato le opposizioni: “E’ ora di metterci la faccia” ha scritto sui social. Ma oggi la. faccia della premier è cupa, sfiduciata dalla sua stessa maggioranza.
Il timore tra le fila della maggioranza aleggiava da giorni, poi il via libera alle preferenze arrivato in zona Cesarini da Lega e Forza Italia ha sgomberato un po’ di nubi, tanto da indurre i relatori a dare parere favorevole (e non più’ a rimettersi all’Aula come inizialmente previsto) all’emendamento di FdI, Noi Moderati e Udc sui capilista bloccati e un massimo di tre preferenze, con l’alternanza di genere a partire dal terzo candidato in lista. E cosi’ ha fatto il governo, con la ministra Casellati che ha dato parere conforme al relatore. Ma le opposizioni, consapevoli dei malumori interni alle forze di centrodestra (malumori per la verità che riguardavano anche lo stesso centrosinistra), hanno rotto gli indugi e chiesto formalmente alla presidenza della Camera di procedere con scrutini segreti su tutte le votazioni (articoli e voto finale compreso) su cui è possibile il voto non palese. È tardo pomeriggio quando la maggioranza e, per contro, le opposizioni devono affrontare la prova dei numeri. Le ‘truppe’ vengono tutte richiamate nell’emiciclo, in fretta arrivano anche i ministri, impegnati con la riunione del Cdm a pochi metri di distanza. Il voto, pero’, conferma i timori che, appunto, serpeggiavano nella maggioranza. E nell’emiciclo esplode l’esultanza delle opposizioni. Certo, osserva qualcuno, “siamo andati sotto per un solo voto”, ma il dato politico “ci dice che abbiamo sbagliato”, osservano alcuni deputati di FdI, il cui gruppo si presenta all’appuntamento compatto, nessuna defezione (nessun franco tiratore, assicura il capogruppo). Così Noi moderati.



