HomeAttualitàNazionaleNepal-Tibet: “Il clima cambia, i rischi aumentano. E noi continuiamo a rimandare”

Nepal-Tibet: “Il clima cambia, i rischi aumentano. E noi continuiamo a rimandare”

Di fronte alla tragedia che ha colpito il Nepal e il Tibet, non possiamo limitarci a parlare di una catastrofe naturale. Dobbiamo avere il coraggio di guardare al contesto nel quale questi eventi si stanno verificando: un pianeta che si riscalda rapidamente e che sta modificando profondamente l’equilibrio delle montagne e dei ghiacciai.

Il collasso di una massa glaciale ha provocato una devastante onda di acqua, ghiaccio, rocce e detriti lungo il confine tra Nepal e Tibet, causando vittime, dispersi e gravissimi danni alle infrastrutture.

“Il cambiamento climatico non può essere estraneo a ciò che sta accadendo – sottolinea Stefano Zuppello di Verdi Ambiente Società–Dobbiamo guardare alla realtà scientifica nel suo insieme. Il riscaldamento globale sta facendo arretrare e assottigliare i ghiacciai, sta scongelando il permafrost, sta rendendo più instabili alcuni ambienti montani e sta aumentando le condizioni favorevoli a eventi estremi e improvvisi. È questo il problema che dobbiamo affrontare.”

E non riguarda soltanto l’Himalaya. Sta accadendo anche sulle nostre montagne. I ghiacciai delle Alpi italiane sono in forte ritirata e il processo si è accelerato negli ultimi decenni. Nell’estate 2026, sull’Adamello, il principale ghiacciaio italiano, le temperature eccezionalmente elevate hanno portato la quota dello zero termico oltre i 4.900 metri, con fusione del ghiaccio anche durante la notte.

“Dal Nepal alle Alpi, dall’Italia al resto dell’Europa, il ghiaccio che scompare non è soltanto un problema paesaggistico. Cambiano la disponibilità e la regolazione dell’acqua, aumentano i rischi per le popolazioni e le infrastrutture e diventano più instabili interi territori montani. Anche sul Monte Bianco il caldo eccezionale di questa estate ha prodotto fusione dei ghiacci, disgelo del permafrost e un aumento delle frane e dei crolli.

“Quello che dovrebbe preoccuparci maggiormente – continua Zuppello – è che non stiamo parlando di un singolo evento, ma di una tendenza. Il cambiamento climatico non deve necessariamente essere la causa unica di una catastrofe per essere riconosciuto come un fattore che ne aumenta il rischio. È questo il punto che troppo spesso viene ignorato nel dibattito pubblico.”

“E mentre la realtà fisica del pianeta cambia, la politica continua a comportarsi come se avessimo tempo infinito. Si interviene dopo le tragedie, si contano i danni, si promettono risorse per ricostruire e poi si torna alle vecchie politiche. Ma prevenire significa soprattutto ridurre le emissioni, accelerare la transizione energetica, proteggere gli ecosistemi e investire seriamente nell’adattamento e nei sistemi di allerta.”

“Quanto ai negazionisti climatici – conclude Zuppello – non abbiamo bisogno di nuove opinioni, ma di meno illusioni. Possono continuare a discutere se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto. Il problema è che nel frattempo il ghiaccio si sta sciogliendo, i fiumi cambiano, le montagne diventano più instabili e gli eventi estremi aumentano. La realtà non aspetta il loro consenso.”

“Il Nepal e il Tibet ci ricordano ancora una volta che il cambiamento climatico non è una minaccia del futuro: è una realtà del presente. E continuare a fare troppo poco per contrastarlo significa scegliere consapevolmente di aumentare i rischi che dovremo affrontare domani.”

*Le notizie del quotidiano inliberauscita sono utilizzabili, a condizione di citare espressamente la fonte quotidiano inliberauscita  e l’indirizzo https://inliberauscita.it

 

____________________________________________________

Inliberauscita il quodidiano che puoi leggere senza pubblicità invasiva

Redazione redazione@inliberauscita.it

 

Via Campobello 1/A, 00071 Pomezia (RM)+390690184103 info@sandamianomedicalcenter.it

 

 

 

 

 

 

Redazione
Redazionehttp://www.inliberauscita.it
Periodico telematico di informazione fondato il 16 giugno 2011 Registrazione presso il tribunale ordinario di Velletri n°12/2011

Ultime Notizie