“La legge elettorale riduce la rappresentanza e concentra il potere, raccontando ai cittadini una falsa promessa di scelta e partecipazione. Le preferenze introdotte dalla maggioranza sono una narrazione ingannevole: i capilista bloccati lasciano alle segreterie dei partiti il controllo sulla scelta di gran parte dei parlamentari. E l’indicazione obbligatoria del candidato premier, attraverso una legge ordinaria, forza il nostro sistema parlamentare e mette in discussione il ruolo e le prerogative del Presidente della Repubblica”. Lo ha detto a “Radio Anch’io” Chiara Braga, capogruppo Pd alla camera dei Deputati. “In un Parlamento in cui le donne sono poco più del 30%, si rischia di fare un ulteriore passo indietro. Affidarsi alle decisioni delle segreterie non basta: senza regole che assicurino un equilibrio nella rappresentanza, la voce delle donne rischia di essere ancora più debole – aggiunge -. È un danno per la democrazia e per una parte della società che rischia di non essere rappresentata. Ed è paradossale che questo avvenga con una presidente del Consiglio donna: non è vero che, arrivata lei, siano arrivate tutte. Mentre il governo imponeva al Parlamento di occuparsi delle regole del proprio potere, il Paese aspettava risposte sulle bollette, sull’energia, sul costo dei carburanti, sui salari troppo bassi e sulle liste d’attesa che impediscono a tante persone di curarsi. Noi continueremo a costruire un’alternativa partendo dai problemi reali degli italiani. Saranno i cittadini a giudicare i fallimenti di questo governo, non la propaganda sulla stabilità”.




