La città di Nettuno celebra il 25 Aprile, il discorso del Prefetto Reppucci

Il Comune di Nettuno ha celebrato questa mattina il 78esimo anniversario della Liberazione d’Italia.

Alle ore 9 presso il Cimitero Americano di Nettuno il sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale On. Maria Tripodi ha deposto una corona di fiori in memoria dei caduti della Seconda Guerra Mondiale, unitamente al Prefetto Antonio Reppucci e al dott. Gerardo Infantino della Commissione Straordinaria del Comune di Nettuno e della autorità militari e ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine del territorio.

A seguire il corteo delle autorità con in testa la Commissione Straordinaria e il Sottosegretario agli Esteri ha reso omaggio alle targhe dedicate alla Resistenza e alla Liberazione presenti sul territorio di Nettuno, tra cui quella affissa sul Palazzo Comunale dedicata ad Enrico Curiel la cui figura è stata ricordata dal Presidente dell’Anpi Anzio e Nettuno Leda Cochi.

Alle ore 11 è stata celebrata in piazza Battisti la cerimonia istituzionale impreziosita dalle esibizioni del complesso bandistico Angelo Castellani e dalla Corale Città di Nettuno

“La memoria della RESISTENZA – fecondo serbatoio di valori morali e civili trasfusi nella Costituzione – fondativa dell’Italia Repubblicana, lo spirito ancora forte che si avverte e le passioni che la animarono sono attualissimi nella fase storica che stiamo vivendo, con una guerra alle porte dell’Europa, con morti, lutti, sofferenze, che sta segnando una decisa regressione verso gli istinti umani più primitivi, con atti di violenza, ferocia, brutalità, inauditi, che coinvolgono profondamente la comunità civile, e più pesantemente donne, vecchi e bambini.

Settantotto anni fa fu restituita la DEMOCRAZIA agli italiani e con essa un lungo periodo di crescita sociale, economica, culturale, in un contesto di pace, libertà, indipendenza, di riconoscimento dei diritti e delle libertà fondamentali, di crescente prosperità e benessere generalizzato, mettendo alle spalle intolleranza, fascio-razzismi, sopraffazioni, violenze.

La LIBERAZIONE segnò la vittoria della luce sulle tenebre e sulle barbarie. Riflettendo sui fatti di oggi e cercando di distinguere tra vittime e carnefici, tra slanci di generosità, alternati a scene mostruose, non possiamo non interrogarci e porci inquitanti domande sulla natura dell’uomo, giunto a toccare il fondo della sua malvagità e brutalità anche nel conflitto in corso, con drammatiche conseguenze vissute da tanta gente indifesa, costretta a pagare il prezzo più alto.

L’odio, il pregiudizio, il razzismo, l’estremismo, il nazionalismo, il dispotismo ed anche l’indifferenza, il delirio e la libertà di potenza sono ancora in agguato, sfidano in permanenza la coscienza delle persone e dei popoli.

La LIBERAZIONE fu il coronamento di lunghe e dure lotte per la riconquista delle libertà democratiche, sostenute da militanti di partito e movimenti vari che la dittatura aveva messo fuorilegge.

Con la celebrazione della ricorrenza del 25 aprile adempiamo ad un dovere morale e civile, nella consapevolezza condivisa che sia il giorno più importante della storia repubblicana, anche per quello che sta accadendo nel mondo, con tante guerre e conflitti, in gran parte sottaciuti e misconosciuti. È tuttora importante alla luce di quello che sta ripetendosi a livello planetario, sostenere e battersi per la libertà e la democrazia, la pace, l’uguaglianza, l’equità e la giustizia sociale, i diritti fondamentali delle nazioni e delle persone, contro ogni forma di dispotismo e totalitarismo.

Non si può non cogliere il clima preoccupante, i cui semi di neodittature hanno ripreso a germogliare, purtroppo sottovalutati e sacrificati nel mondo globalizzato, dominato da interessi economici non sempre chiari e ben definiti e da poteri forti spesso prevalenti su valori ed ideali che dovrebbero dare ai cittadini del mondo la possibilità di vivere in pace e democrazia.

Occorre impegnarsi affinché teocrazie ed autocrazie vengano contrastate e possa prevalere il rispetto della dignità dell’uomo e il riconoscimento dei suoi diritti e delle sue libertà in tutte le latitudini.

LIBERTÀ e DEMOCRAZIA, come sostenuto dal Presidente Mattarella, vero faro per tutte le istituzioni, sono incompatibili con chi alimenta conflitti, fomenta scontri, costruisce nemici: festeggiare il 25 aprile significa che denunciare con forza violenze e sopraffazioni, individuare atti e comportamenti autoritari, non è solo necessario, ma doveroso per contrastare l’humus su cui cresce rigogliosa l’idea dell’uomo solo al comando, già tristemente sperimentata nella prima metà del secolo scorso e condannata inesorabilmente ed imperituramente dalla storia.

Il Presidente Mattarella ha anche sottolineato che “bisogna non accettare gli araldi dell’oblio”, che la Resistenza fu una rivolta morale, il fondamento etico della Nazione, fu un fatto sociale di rilevante importanza che ebbe il sostegno della popolazione civile, che occorre contastare fermamente ogni negazionismo”.

Oggi più che mai la MEMORIA rimane un monito perenne che non può essere evaso, e soprattutto ai giovani diciamo: avete il compito importante e delicato di onorare il 25 Aprile, di reagire e indignarvi davanti alle violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali e che oggi come allora, in tutte le zone del mondo, c’è bisogno di uomini e donne liberi e fieri che non chinino la testa difronte a chi vorrebbe fare tornare l’umanità ad epoche scure, senza libertà e diritti, condannate dalla storia. Viva la Liberazione, viva l’Italia”.

LA COMMISSIONE STRAORDINARIA
(Giallongo – Reppucci – Infantino)