Traffico di rifiuti: 27 arresti tra la Capitale, Cisterna e Latina. Sequestrati 16 milioni

Ventisette arresti sono stati eseguiti questa mattina dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Roma, dai carabinieri forestali del Nipaaf di Latina e Roma e dalla guardia di finanza, in seguito ad un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia della Capitale su un traffico illecito di rifiuti.

Dagli accertamenti è emersa la gestione illegale dei materiali da parte della società “Centro Rottami srl” Del Prete di Cisterna. Durante il blitz di questa mattina è finito in carcere, tra gli altri, proprio il legale rappresentante e amministratore unico Leopoldo Del Prete. E’ accusato di “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti”. Secondo gli investigatori avrebbe ricevuto e gestito illecitamente ingenti quantitativi proprio presso la struttura di Cisterna, in violazione della normativa ambientale. Sono stati sequestrati 16 milioni di euro.

I rifiuti speciali e urbani, pericolosi e non pericolosi, provenienti da privati, società o ditte individuali prive di iscrizione all’albo dei gestori ambientali, raccolti e trasportati in violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti, venivano accettati presso il centro rottami in assenza della prescritta autorizzazione di legge.

Nello specifico, Del Prete, sempre secondo gli inquirenti, avrebbe fatto apporre sulla documentazione contabile – fiscale rilasciata per i rifiuti conferiti, la falsa certificazione “EoW” (rifiuto cessato o non rifiuto), mentre invece sarebbero stati rifiuti urbani. Rifiuti ricevuti illecitamente, perché il centro è autorizzato a prendere soltanto quelli speciali.

Del Prete dovrà rispondere anche del reato di “impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita”, perché avrebbe impiegato o trasferito denaro proveniente dall’attività illecita per ostacolare l’identificazione della sua provenienza. In particolare, secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbe delegato il figlio, Gennaro Del Prete, amministratore della Genovi srl, ad operare sui conti correnti della Centro rottami, con la richiesta all’istituto di credito dell’emissione di titoli necessari ad acquistare un magazzino in provincia di Terni. Gennaro Del Prete avrebbe così emesso assegni per 810mila euro per il pagamento dell’immobile acquistato dalla Genovi srl, di proprietà di Leopoldo Del Prete e della moglie. In corso era anche la trattativa per l’acquisto di altri due immobili.

LE INDAGINI

Le indagini che hanno portato agli arresti di questa mattina sono partite da quelle già effettuate nell’ambito del procedimento penale relativo al monitoraggio del Centro raccolta rifiuti di Mostacciano, a Roma, dalle quali era emerso come un gruppo criminale sottraesse dal centro “rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche” (Raee), avvalendosi della complicità dei dipendenti, per poi conferirli – sempre secondo gli inquirenti – al Centro rottami di Cisterna. In questo contesto Leopoldo Del Prete ha l’obbligo di firma perché accusato sempre di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti. Durante un controllo gli investigatori avevano capito che il materiale sottratto a Mostacciano finiva a Cisterna e che nel centro rottami veniva catalogato come “rifiuto cessato” o “non rifiuto” con la dicitura “Eow”.

Ad aiutare gli investigatori sono state le intercettazioni telefoniche, ma anche le video riprese effettuate presso il centro di Cisterna, con le quali sarebbero state monitorate le attività illecite commesse all’interno