Porto Anzio, Marracino (PD): “Regione revochi concessione”

Il capogruppo comunale del Pd di Anzio, Anna Marracino, scrive al presidente della Regione Nicola Zingaretti sulle criticità legate alla realizzazione del nuovo porto di Anzio. “Questa la lettera che ho spedito al Governatore della Regione Lazio affinchè si attivi per risolvere questa incresciosa situazione che la città sta vivendo. Nel 2017 l’allora Governatore (guarda caso sempre lo stesso di oggi) fu sollecitato e dalla Segreteria del Partito Democratico e dalle Cooperative degli Ormeggiatori. Nessuno pensò di rispondere. Bene io tento ancora la stessa strada, quella di inviare una mail in attesa di risposta. Ma trascorsi 10 giorni dall’invio se non riceverò risposta mi attiverò in qualsiasi modo perchè si trovi una soluzione giusta negli interessi della nostra città e dei cittadini. Chi pensa che questa mia azione sia giusta e proficua si aggiunga alla battaglia e non rimanga leone da tastiera. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi.

“Illustrissimo Presidente Nicola Zingaretti – si legge nel testo – faccio seguito a precedenti informative, tra le quali la nota della Segreteria del Circolo Angelo Vassallo di Anzio del 24/03/2017 che si allega in copia, per aggiornarla sugli sviluppi della Concessione stipulata tra l’ente da Lei presieduto e la società Capo d’Anzio s.p.a., società di pubblico interesse controllata dal Comune di Anzio.
La sottoscritta è consigliera Comunale, capogruppo P.D., al Comune di Anzio dal 28/06/2018. In varie occasioni (bilancio consolidato ente Comune e società partecipata Capo d’Anzio – Commissione trasparenza e garanzia con audizione del C.D.A. della società Capo d’Anzio) si è interessata dell’annosa questione della realizzazione del Porto di Anzio, la stessa è stata anche sollecitata dai rappresentanti delle maestranze portuali che vivono da anni questa situazione di instabilità di intercedere presso la Regione Lazio per rappresentare quanto già più volte è stato rappresentato anche da loro stessi. Pertanto in forza del ruolo politico da me ricoperto e dall’appartenenza allo stesso Partito politico mi sento in dovere di rappresentarLe quanto sicuramente da Lei conosciuto.
In particolare, senza dilungarmi sulla cronistoria, sulle motivazioni e sugli eventi che certificano lo stato di insolvenza della società Capo d’Anzio, le esplicito quanto segue:
1. Le opere marittime e portuali consistenti nell’ammodernamento ed ampliamento del bacino portuale esistente da realizzare ai sensi della Concessione, a distanza di 7 anni dalla firma della stessa, non hanno ancora avuto inizio, né, stante la situazione di completa insolvenza della società Capo d’Anzio, appare credibile la sua realizzazione in un prossimo futuro a partire dall’impossibilità dell’indizione delle sole gare per la realizzazione dell’opera.
2. Per venire incontro alle necessità di volta in volta richieste dalla società Capo d’Anzio, la Regione Lazio ha consegnato, invertendo l’originale crono-programma, l’intera area portuale. Nonostante questo la Capo d’Anzio non provvede:
• Al pagamento dei canoni concessori
• Ad eseguire i lavori manutenzione ordinaria relativi al dragaggio dell’ingresso al Porto che costantemente si insabbia, mettendo a rischio l’incolumità dei pescherecci e delle imbarcazioni da diporto che transitano nel Porto stesso. Nelle more della manutenzione di cui sopra la società pretende di ribaltare tali oneri in danno alla Regione ritenendola inadempiente.
3. In virtù della concessione dell’intera area portuale, la società Capo d’Anzio ha provveduto a sostituirsi alla Regione Lazio nel contrattualizzare nuovi rapporti di affitto con gli ex concessionari ampliandone il canone ed incassando direttamente in danno della Regione.
4. Ha inoltre provveduto allo sfratto delle Cooperative di ormeggiatori che gestivano il molo Pamphili, in forza di regolare concessione rilasciata dalla Regione Lazio. Tali attività permettevano di dare sostentamento a 15 famiglie di Anzio. Invece di ottemperare allo scopo sociale per cui la Capo d’Anzio è stata costituita (realizzazione del nuovo Porto di Anzio) la stessa oggi gestisce in proprio l’attività di ormeggio con un numero di dipendenti decisamente inferiore (4) utilizzando le strutture preesistenti di proprietà delle Cooperative degli Ormeggiatori sfrattati.

Il perdurare, anzi l’aggravarsi nel tempo, dello stato d’insolvenza in cui versa la Società Capo d’Anzio, il mancato pagamento degli oneri concessori, la mancata realizzazione dei lavori previsti dalla Concessione (costruzione del nuovo Porto di Anzio), fa sì che ci siano elementi tali da rivolgere, in qualità di Capogruppo PD in Consiglio Comunale di Anzio, formale istanza alla S.V. e a chi legge in indirizzo, di essere messa a conoscenza di quali iniziative intende intraprendere la Regione Lazio in presenza di tale insostenibile situazione che ha provocato, provoca e provocherà se persiste, danni incalcolabili per la città di Anzio e per tutti i cittadini della Regione Lazio.

Attendo con fiducia un sollecito riscontro e mi permetto di manifestarLe che in assenza di iniziative concrete atte a impedire il perdurare del grave problema esposto nella presente (e nelle precedenti richieste citate ed allegate in copia), mi sentirò costretta con l’ausilio e con la ferma volontà della cittadinanza tutta a mettere in campo tutte le iniziative tese alla massima diffusione della vicenda al fine di realizzare l’interesse della città e dei cittadini di Anzio. Distinti saluti”.