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Nettuno. L’Opposizione: chiediamo che tutti gli eletti si assumano le loro responsabilità davanti alla Cittá

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Nettuno. L’Opposizione: chiediamo che tutti gli eletti si assumano le loro responsabilità davanti alla Cittá

“Chi ci conosce sa che siamo garantisti, e la nostra storia politica lo dimostra, ma quanto sta accadendo va oltre le questioni prettamente giudiziarie. L’ombra tetra che è stata gettata sulle istituzioni del Comune di Nettuno ci obbliga a dire con forza che il consiglio comunale e la giunta non possono più essere nostri interlocutori. Noi, da persone libere, non ci sentiamo più di sedere nei consessi dove il voto libero e popolare ci ha legittimato a sedere. Qui non si tratta di capire le singole responsabilità ma di comprendere che le istituzioni non possono avere nessun tipo di ombra e di connessione con certi ambienti. Leggiamo indiscrezioni politiche in ogni dove, ma ufficialmente sentiamo solo un assordante silenzio da chi avrebbe dovuto chiarire. Qui non si tratta di fare giochi di forza ma di prendere atto che la Città deve sapere che le istituzioni non hanno nessun tipo di contiguità. Si deve azzerare tutto e si deve tornare al voto il prima possibile, se ci saranno le condizioni ambientali idonee. Ci deve essere data però, ora, la possibilità di andare in consiglio comunale per discutere la sfiducia al sindaco, non per puntare il dito e dare responsabilità che non sono di nostra pertinenza, ma per consentire che ognuno decida se ci sono ancora le condizioni per sedersi sul proprio scranno consiliare. Ci saremmo aspettati le dimissioni del sindaco come atto di responsabilità verso la Città, eppure nonostante sia ufficiale l’arrivo della commissione prefettizia d’indagine, che abbiamo fortemente sollecitato, il silenzio che proviene dal palazzo comunale diventa sempre più sconcertante. Nettuno non merita di essere gettata al discredito della cronaca e se qualcuno non se ne rende conto dimostra di non avere a cuore l’immagine della nostra Città. Restare pervicamente attaccati all’effimero potere che si pensa di avere dimostra una miopia che un uomo politico non deve e non può avere. In ogni caso, noi, la decisione l’abbiamo già presa perché crediamo che in questo consiglio comunale non sia più possibile praticare con serenità il mandato elettorale. Tuttavia, chiediamo che tutti gli eletti si assumano le loro responsabilità davanti alla Cittá, nel luogo delle istituzioni, dinnanzi ai cittadini con un atto pubblico. Crediamo che, proprio in nome di quelle istituzioni che oggi vogliamo tutelare, non siano ammissibili uscite da porte secondarie”.

Roberto Alicandri
Marco Federici
Waldemaro Marchiafava
Antonello Mazza
Antonio Taurelli
Enrica Vaccari