Lavoro,sanità, scuola, casa, autosufficienza energetica, trasporti, comunicazione, difesa ambiente, sicurezza e pace. Questi i temi su cui aspettiamo si pronunci finalmente la coalizione di sinistra o di centro sinistra, definendo le proposte programmatiche con cui intendono governare. Mi rendo conto che l’impresa non è semplice. Non si tratta solo di trovare una sintesi di accordo tra partiti, portatori di visioni diverse per le scelte da compiere, ma di indicare proposte realizzabili una volta al governo. Il dato più certo che viene dalle previsioni è che almeno un elettore su due si astiene. Deluso credo sia dalle indicazioni programmatiche, a volte ambigue,sia dall’inaffidabilità prodotta in questi anni da una politica deludente sul piano dell’attuazione delle promesse elettorali. La scommessa è puntare su un programma che sappia coniugare credibilità e fattibilità con la coerenza con i propri valori ideali, senza svilirli con un pragmatismo interpretato come necessario. Se guardiamo al recente passato non merita una riflessione, ad esempio, l’inversione di tendenza registrata verso la fine degli anni ottanta in economia nell’equilibrio tra stato e privato? Aver venduto i gioielli di famiglia ha prodotto un vantaggio? Non mi sembra, neanche riguardo all’obiettivo dichiarato di ridurre il debito pubblico,che è ancora aumentato. Non sono un’economista e quindi non so dare risposte,ma la tendenza che progressivamente registriamo è quella della privatizzazione anche di sanità e scuola. A me sembrano scelte sciagurate. Certamente aver indugiato finora non promette bene, ma invito la sinistra ad avere coraggio:non perda di vista i propri riferimenti ideali,ma faccia lo sforzo di condividere un programma concreto,guardando agli interessi della comunità in generale e dei più deboli in particolare.
Maria Vittoria Frittelloni



