Giustissimo votare contro l’emendamento della maggioranza,che introduceva Il voto di preferenza, comunque annacquato,ma ho trovato l’esaltazione dell’opposizione fuori misura. Gridare “Meloni al Colle” mi è sembrato esagerato. Non lo so,mi sembra che i toni usati rischiano di scadere nel ridicolo, oscurando la vera gravità di questa legge. Mi chiedo quale possa essere l’effetto comunicativo sull’opinione pubblica meno informata: l’opposizione affossa il voto di preferenza? L’unico elemento che ci permette di scegliere i nostri deputati. Qui si tratta di impegnarsi in una battaglia ben più incisiva contro una legge palesemente incostituzionale, per l’esorbitante premio di maggioranza e per l’introduzione surrettizia dell’elezione diretta del presidente del consiglio. Che poi,con questoil premio di maggioranza,attribuito a chi vincerebbe con appena il 42 per cento,sarebbe un elemento patologicamente rilevante nel nostro sistema democratico. Non solo il governo ma anche il suo capo sarebbero espressione di una minoranza non di una maggioranza reale. Considerato anche il fatto che ci sarebbero i numeri,per eleggere il presidente della repubblica,sarebbe un vero e proprio colpo di stato formalmente legalizzato. Ecco qui il grave pericolo che sta correndo la nostra Repubblica democratica. Mi aspetto quindi dalla nostra opposizione non una fuga sull’Aventino, ma una battaglia incisiva,più forte che mai,che denunci questo disegno fascistoide, mirato ad impossessarsi del potere,coartando la volontà popolare, Anche fuori del parlamento occorre armare una contestazione non solo di piazza, ma anche appoggiando politicamente le iniziative già in atto come quella dei 137 costituzionalisti, che denunciano tutti gli elementi incostituzionali di questa legge. Legge che sicuramente riusciranno a votarsela,ma prepariamoci ad una lunga battaglia per riuscire a bloccarla prima delle prossime elezioni.
Maria Vittoria Frittelloni



