Accuse, attacchi personali, silenzi e una successiva presa di posizione politica, una seduta che solleva interrogativi sulla tenuta della maggioranza e sul ruolo delle istituzioni
“L’8 settembre, giorno che nella storia italiana richiama uno dei momenti più drammatici di sbandamento istituzionale e politico del nostro Paese, il Consiglio comunale ci ha consegnato un’altra fotografia, quella di un’Amministrazione che sembra aver smarrito non soltanto la propria direzione politica, ma anche il senso del ruolo istituzionale che ricopre.
Durante la seduta, l’Assessora Tozzi ha affermato esplicitamente che la Consigliera Sturba consulta l’Assessore Rocchi prima di formulare le proprie interrogazioni. Il riferimento al Vice Sindaco Rocchi è stato quindi diretto e inequivocabile. Non una semplice considerazione sulla competenza amministrativa dell’assessore, ma l’affermazione di un preciso rapporto tra la Consigliera Sturba e il Vice Sindaco, chiamato in causa come interlocutore preventivo rispetto alle iniziative consiliari della Consigliera. A rendere ancora più evidente il riferimento è stato il richiamo all’“assessore assente”.
Di fronte a un’affermazione così precisa, ci saremmo aspettati una reazione altrettanto chiara. Non è arrivata. Non è arrivata una difesa del Vice Sindaco Rocchi. Non è arrivata una presa di distanza della maggioranza.
Il Sindaco ha tentato di ricondurre le parole dell’Assessora al semplice fatto che Rocchi fosse l’assessore competente sulla materia. Ma questa spiegazione non modifica ciò che è stato detto in Aula, perché l’Assessora Tozzi ha insinuato che la Consigliera Sturba consulta Rocchi prima di presentare le proprie interrogazioni.
Ed è proprio questo il punto politico che non può essere eluso.
La Consigliera Sturba non ha bisogno di consultare alcun assessore per formulare le proprie interrogazioni. Il suo mandato deriva dagli elettori e il suo compito è esercitare pienamente le prerogative che le competono.
Le sue interrogazioni possono piacere o non piacere alla maggioranza. Possono essere condivise o contestate. Ma devono essere affrontate nel merito, senza costruire attorno alla Consigliera insinuazioni sul suo operato o sulla sua autonomia politica.
La reazione dell’Assessora Tozzi ha invece portato il confronto fuori dal terreno del merito, trasformandolo in un attacco personale alla Consigliera Sturba e coinvolgendo direttamente il Vice Sindaco Rocchi, mettendo in discussione contemporaneamente anche la sua lealtà.
Questa insinuazione la respingiamo integralmente.
La Consigliera Sturba ha dimostrato dall’inizio del mandato una linea politica coerente, riconoscibile e trasparente. Le sue posizioni sono il risultato di un percorso politico definito, della conoscenza delle questioni amministrative e di una precisa idea di intervento sulla città.
A questo si aggiunge un altro elemento che riteniamo grave. La Presidente del Consiglio comunale non è apparsa in grado di mantenere pienamente il controllo della seduta, lasciando che il confronto degenerasse in attacchi rivolti alla Consigliera Sturba, tra prese in giro, denigrazioni, continue interruzioni anche da parte del Sindaco e riferimenti alla sua presunta incapacità.
Il Presidente del Consiglio non deve impedire il confronto politico, ma deve garantire che esso si svolga nel rispetto delle istituzioni, delle persone e delle prerogative dei consiglieri. Quando il dibattito passa dalla contestazione politica alla derisione e alla delegittimazione personale, è compito della Presidenza riportarlo entro i confini della correttezza istituzionale.
L’8 settembre, a nostro giudizio, questo non è avvenuto.
Cosa altrettanto importante insieme alla mancanza di guida politica e di controllo dello svolgimento, sono le parole dell’Assessora Tozzi perchè aprono una questione politica interna alla stessa maggioranza.
Se l’Assessora ritiene di conoscere e poter affermare pubblicamente quale sia il rapporto tra la Consigliera Sturba e il Vice Sindaco Rocchi, allora il problema non riguarda più soltanto l’opposizione. Riguarda direttamente gli equilibri della maggioranza.
E qui torna il dato più significativo: nessuno ha difeso Rocchi.
Il Sindaco non ha smentito l’affermazione dell’Assessora. Nessun componente della maggioranza è intervenuto per chiarire, correggere o prendere le distanze da quelle parole, né durante la seduta né successivamente.
Il silenzio, in politica, non è sempre neutralità. A volte è una risposta.
A rendere ancora più significativo quanto accaduto è la presa di posizione della sezione sublacense di Fratelli d’Italia che, il giorno successivo al Consiglio comunale, ha espresso pubblicamente il proprio sostegno alla Giunta nella sua interezza.
Una presa di posizione che, per tempistica e contenuti, non può non suscitare interrogativi. È legittimo chiedersi se sia stata anche la necessità di ricomporre rapidamente una situazione apparsa politicamente imbarazzante e di ribadire un sostegno che, alla luce di quanto accaduto in Aula, sembrava aver bisogno di essere riaffermato.
Forse qualcuno ha compreso la gravità di quanto scompostamente accaduto durante il Consiglio e ha ritenuto necessario intervenire per mettere una toppa sulle scomposte , infamanti e delegittimanti parole della Tozzi.
Ma una presa di posizione politica non può cancellare ciò che è stato detto in Aula, né può sostituire le risposte che ancora mancano.
Quello dell’8 settembre, quindi, non è stato semplicemente un episodio di cattiva dialettica consiliare. Ha fatto emergere contraddizioni politiche, silenzi significativi e un livello di confronto che, in alcuni momenti, ha oltrepassato il limite del legittimo scontro tra maggioranza e opposizione.
Noi continueremo a fare esattamente ciò che ci compete.
La Consigliera Sturba continuerà a interrogare, controllare, denunciare e proporre. Non chiederà il permesso a nessuno per esercitare il mandato ricevuto dai cittadini.
Continueremo a farlo con la stessa coerenza dimostrata fino a oggi, senza lasciarci intimidire da attacchi personali o tentativi di spostare il confronto dal merito delle questioni alla persona di chi le pone.
Perché alle interrogazioni si risponde nel merito. Alle critiche si risponde con gli argomenti. E alle posizioni politiche si risponde con altre posizioni politiche.
Non con le insinuazioni, non con la derisione e non con il silenzio.
L’8 settembre le crepe della maggioranza Rapone sono diventate visibili.
“Ora” il Sindaco e la sua maggioranza hanno il dovere di chiarire ai cittadini se si sia trattato soltanto di una giornata difficile, data da coinvolgimenti che magari travalichino gli aspetti istituzionali, o se dietro quelle crepe esista una frattura politica più profonda”.
Subiaco Città Aperta




