I Grilli di Anzio sul biogas e il ricorso “lava coscienze”

Riceviamo e pubblichiamo
2012-05-13_Nordsee-Luftbilder_DSCF8566“Basta uno sguardo al ricorso e senza necessità di avere una laurea in giurisprudenza o in ingegneria ambientale si coglie subito l’insussistenza del tentativo. Non certo per incompetenza dell’avvocato che segue il caso,ma per incapacità manifesta dell’amministrazione a proteggere in tempo utile la città dall’invasione biogas/monnezza.
Il sindaco dovrebbe spiegare ai cittadini che il ricorso è rivolto alla variante richiesta dalla Anziowaste,variante che la regione autorizza ritenendola non sostanziale. Di cosa si tratta? La società chiede una modifica,eliminerà la linea di trattamento ed essiccazione dei fanghi e si concentrerà sulla linea umido per produzione di compost e di biometano. Questo comporterà una lieve diminuzione delle tonnellate in entrata (da 55000 a 52000) e un aumento di tonnellate trattate giornalmente (da 70 a 140).
Che succede se il sindaco vince il ricorso? Succede che la variante non puo’ essere approvata senza nuova autorizzazione ambientale,e quindi si richiederà una nuova conferenza dei servizi. Ma attenzione: solo ed esclusivamente sulla variante,mentre la vecchia autorizzazione resta perfettamente valida,ossia la società potrebbe tranquillamente realizzare l’impianto cosi come progettato e depositato in prima istanza.
Il ricorso quindi non ci salverà affatto dalla realizzazione della centrale biogas,ma al massimo ci consentirà di prendere un po’ di tempo. Per far cosa? Niente.
Tutto cio’ che è indicato nel ricorso (la bandiera blu,la vocazione turistica,l’inquinamento da passaggio di camion e puzze varie) non andava espresso in un ricorso amministrativo, ma in sede di conferenza dei servizi, con coraggio e senso di responsabilità verso i cittadini. Magari dopo averli anche informati.
Una curiosità: la Anziowaste è stata acquisita il 17 febbraio 2016 dalla Tonello Energie srl che ne detiene ora l’intera proprietà. Si tratta di una grossa azienda che progetta e costruisce impianti biomassa in Italia e all’estero.
Questo ci porterebbe a pensare che la società iniziale servisse solo per avere le autorizzazioni necessarie per poi passare il tutto a specialisti del settore. Non resta che una domanda: chi saranno i gestori dell’impianto?”
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