-Un’interrogazione parlamentare alla presidente del consiglio, Giorgia Meloni e al ministro della giustizia, Carlo Nordio per sapere, in seguito al moltiplicarsi degli esposti temerari a danno dei giornalisti impegnati nel racconto del conflitto israelo-palestinese, quali iniziative intendano assumere per tutelare la libertà di stampa e l’abuso di strumenti disciplinari o giudiziari che possano avere un effetto dissuasivo sull’esercizio della professione giornalistica e se sia intenzione del governo intervenire, anche attraverso atti normativi, al fine di contrastare l’uso improprio di esposti e querele temerarie, in linea con le raccomandazioni dello european media freedom act, delle istituzioni europee e delle organizzazioni internazionali per la libertà di stampa. È L’iniziativa a firma delle deputate Elisabetta Piccolotti di AVS, Laura Boldrini del Pd ed Anna Ascari del M5S, presentata oggi in conferenza stampa alla camera dei deputati – insieme alla senatrice del m5s, Elisa Pirro – in seguito all’appello lanciato dalla Rete #Nobavaglio insieme ad articolo 21 e a numerosi collettivi di operatori dell’informazione, per denunciare “la crescente ondata di esposti temerari utilizzati contro giornaliste e giornalisti che documentano il genocidio a gaza e le violazioni dei diritti umani in corso”.
Tra i professionisti finiti nel mirino figurano, tra gli altri, Nico Piro, Carlo Bartoli, Beppe Giulietti e Matteo Pucciarelli, Nello Scavo, Alessandro Mantovani e Max Brod. Per Chiara Avesani e Clara Abte della Rere NoBavaglio si tratta di “un precedente gravissimo che rischia di minare la libertà di stampa e l’autonomia dell’intera categoria”, mentre si registra anche “un tentativo diffamatorio di colpire la campagna ‘alziamo la voce per gaza‘, nata per sostenere i giornalisti palestinesi che continuano a operare sotto bombardamenti, tra enormi rischi e privazioni”.
Per Piccolotti “la situazione della libertà di stampa in italia continua a peggiorare, sono molti anni che ci battiamo contro le querele temerarie che sono una forma di intimidazione dei poteri politici e economici nei confronti dei giornalisti. Oggi rileviamo che c’è anche un problema di abuso degli esposti al consiglio disciplinare dell’ordine dei giornalisti. Sono esposti che per lo più tentano di condizionare la libera espressione dell’opinione del giornalista, in particolare su tutto ciò che riguarda la guerra e il genocidio in palestina”.
“Solidarietà a tutti i giornalisti destinatari di esposti per aver denunciato i crimini a gaza e in cisgiordania”, le parole di Laura Boldrini, presidente del comitato permanente per i diritti umani nel mondo. “Tra le tante vittime- ha sottolineato- c’è anche l’informazione, Netanyahu ha vietato ai giornalisti internazionali di entrare nella striscia con una violazione gravissima del diritto di informare ed essere informati, senza parlare del massacro dei giornalisti palestinesi. Anche l’informazione è vittima di questo genocidio.
Alcune fonti parlano di oltre 300 morti tra i giornalisti, io ho lavorato in zone di guerra per tanti anni e mai mi era capitato di vedere una guerra con così tante vittime tra chi fa informazione, quando normalmente la stampa viene salvaguardata. Ringrazio La rete #nobavaglio, articolo 21 e fnsi che sono state le uniche voci a levarsi per i giornalisti palestinesi e la situazione a gaza”.
Secondo Boldrini, “se ha senso avere un ordine dei giornalisti bisogna sanzionare coloro che non hanno raccontato la verità, in base a quelle regole deontologiche che oggi sembrano essere dimenticate. In parlamento siamo stati silenziati da questa maggioranza, l’ultima occasione è stato il ddl sbagliatissimo sull’antisemitismo durante la cui discussione gli esposti sono aumentati esponenzialmente. Mi auguro che voi giornalisti andrete avanti con determinazione e non vi farete intimidire, perché nulla può avere la meglio rispetto alla verità: ci chiederanno conto di questo momento, e mi auguro che chi si è schierato dal primo momento verrà tolto dalla lista della vergogna”.
Come ha annunciato Pirro ha detto Anna Ascari , “valuteremo di presentare un’interrogazione anche in senato. Ancora ricordo lo sdegno della maggioranza per il senatore croatti, che insieme ad altri colleghi era sulla flotilla per rompere il blocco navale su gaza, dicendo che era in crociera ad allungare le vacanze mentre era sotto le bombe e i droni israeliani. C’è un meccanismo sistematico che scatta ogni qualvolta si cerchi di far luce su quello che sta accadendo realmente, per questo ogni volta che possiamo siamo al fianco di chi è vittima di queste ingiustizie”. Sulle querele temerarie, ha ricordato l’esponente pentastellata, “in senato ci sono dei ddl in discussione, tra i quali uno nostro a prima firma per tutelare i giornalisti da queste azioni, rafforzando le previsioni di legge e prevedendo in caso di soccombenza del proponente un risarcimento pari ad almeno un quarto della cifra richiesta. La maggioranza però non ha alcun interesse a portare avanti questi ddl, che sono finiti su un binario morto in commissione giustizia”.
Per Ascari “quello che fa più paura al governo terrorista genocida israeliano è la verità, è l’informazione, come testimonia il massacro dei giornalisti palestinesi: vogliono eliminare fisicamente ogni testimone, ci sono giornalisti a cui è stata sterminata l’intera famiglia e alla stampa internazionale è stato impedito di entrare a gaza. Tutto quello che sappiamo è grazie ai palestinesi che con un cellulare in mano hanmo documentato quello che stava succedendo, e ogni voce libera dell’occidente è stata delegittimata, silenziata e accusata di antisemitismo, con esposti temerari per aver documentato le violazioni di israele”. Le guerre, ha sottolineatonla deputata del m5s, “non si combattono solo in campo ma con l’informazione: la vogliono usare per costruire il nemico e le vittime, alimentare la propaganda di guerra e arricchire le industrie belliche sulla pelle dei morti. Grazie quindi all’informazione che non ha ceduto, grazie a giornalisti e giornaliste; restiamo umani e restiamo uniti, perché prima o poi la verità verrà fuori”.



