HomeCronaca'Ndrangheta, Confederazione cosentina a Roma: arrestati due usurai con l'arsenale da guerra

‘Ndrangheta, Confederazione cosentina a Roma: arrestati due usurai con l’arsenale da guerra

Erogavano prestiti con tassi usurari superiori al 300%. Imprenditori, professionisti e commercianti.

USono oltre 25 le vittime del sistema di prestiti illegali per oltre 3 milioni di euro, accompagnato – quando necessario – da intimidazioni tipiche delle organizzazioni mafiose.

È quanto emerso dall’indagine della guardia di finanza di Roma che ha portato all’arresto di due imprenditori originari della Calabria, Domenico Artusi, 61 anni e Roberto Domenico Sarro, 62 anni. Entrambi sono gravemente indiziati di usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso. Secondo gli investigatori sarebbero vicini alla cosiddetta “Confederazione cosentina”, come viene definita la struttura delle cosche di ‘ndrangheta nella provincia di Cosenza.

Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato disposto dal tribunale di Roma su richiesta della procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, ed è in fase di esecuzione da parte dei finanzieri del Comando provinciale.

Secondo quanto ricostruito dalle unità specializzate del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, i due, attraverso una persona fidata, avrebbero gestito a Roma una struttura criminale di matrice ’ndranghetistica, concedendo denaro a tassi usurari a imprenditori e professionisti in difficoltà.

Gli interessi applicati superavano in alcuni casi il 300% annuo, con richieste pressanti e, all’occorrenza, minacce per ottenere la restituzione del denaro. Gli indagati avrebbero operato in collegamento con la cosiddetta “Confederazione cosentina”, un’alleanza criminale riconducibile alla ’ndrangheta che riunisce diversi clan attivi nella provincia di Cosenza sotto un’unica struttura di vertice.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 300mila euro in contanti, pronti per essere concessi come ulteriori prestiti usurari, oltre a un arsenale composto da due fucili automatici, due pistole semiautomatiche dotate di silenziatore e numerose munizioni.

Contestualmente sono state eseguite perquisizioni, anche a Cosenza, nei confronti degli arrestati e di altri tre soggetti coinvolti nell’inchiesta.

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