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Pedagogia in Gioco, “Adesso lasciamoli vivere” Edgar Morin, l’estate e il diritto dei bambini alla meraviglia

🟧 PEDAGOGIA IN GIOCO
Rubrica a cura della maestra Giorgia Costantini

Oggi è morto Edgar Morin.

Molti genitori probabilmente non hanno mai sentito nominare questo filosofo e sociologo francese che ci ha lasciato all’età di 104 anni. Eppure, senza saperlo, avrebbero bisogno di ascoltare proprio una delle sue lezioni più importanti.

“La missione dell’educazione è insegnare a vivere.”

Una frase semplice. Eppure rivoluzionaria.

Perché viviamo in un tempo in cui l’educazione rischia spesso di trasformarsi in una corsa continua: imparare, recuperare, allenarsi, migliorare, accumulare competenze. Un tempo in cui anche l’infanzia sembra aver perso il diritto di rallentare.

E allora, mentre i cancelli delle scuole si chiudono e iniziano le vacanze estive, forse vale la pena fermarsi un momento e chiederci:

stiamo davvero insegnando ai nostri figli a vivere?

L’estate è spesso accompagnata da una certa ansia adulta.

“Farà abbastanza?”
“Dimenticherà quello che ha imparato?”
“Come riempiremo tutte queste giornate?”

Domande comprensibili. Ma forse non sono quelle più importanti.

Forse dovremmo chiederci se i nostri figli avranno tempo per ridere.

Se avranno il tempo di sporcarsi le mani con la sabbia.

Di costruire una capanna con due lenzuola.

Di osservare una formica trasportare una briciola.

Di fare tardi una sera guardando le stelle.

Di annoiarsi.

Sì, annoiarsi.

Perché spesso è proprio dalla noia che nascono la creatività, l’iniziativa, il pensiero e la capacità di inventare mondi.

L’estate non è una pausa dall’educazione.

È educazione.

È il tempo in cui i bambini imparano cose che nessun libro può insegnare.

Imparano ad aspettare.

Ad osservare.

Ad esplorare.

A stare in famiglia.

A gestire piccoli conflitti con gli amici.

A misurarsi con la natura.

A scoprire chi sono quando nessuno organizza ogni minuto della loro giornata.

Non servono vacanze costose.

Non servono programmi perfetti.

Non servono giornate riempite fino all’ultimo istante.

Servono adulti presenti.

Servono sorrisi.

Servono passeggiate.

Servono chiacchiere senza fretta.

Servono ginocchia sbucciate, gelati che si sciolgono troppo in fretta, castelli di sabbia distrutti dalle onde e risate che arrivano fino a sera.

Perché i ricordi più belli dell’infanzia raramente nascono da ciò che abbiamo comprato.

Nascono quasi sempre dal tempo che abbiamo condiviso.

Edgar Morin ci lascia oggi.

Ma una delle sue lezioni più preziose può accompagnarci ancora.

Quest’estate, prima di preoccuparci di ciò che i nostri figli potrebbero dimenticare, ricordiamoci di tutto ciò che possono finalmente vivere.

🌿 “La missione dell’educazione è insegnare a vivere.”
— Edgar Morin

Perché se a settembre torneranno con qualche esercizio in meno ma con gli occhi pieni di meraviglia, amicizie, avventure, tramonti e ricordi felici, non avranno perso tempo.

Avranno imparato qualcosa di molto più importante.

Avranno imparato a vivere.

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