Presentato il rapporto annuale Ocse sul lavoro, con una scheda di approfondimento su ciascuno dei 38 Paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. L’Italia continua a essere ai vertici della classifica dei Paesi in cui le retribuzioni reali calano in di più (al secondo posto dopo la Nuova Zelanda). Rispetto al primo trimestre del 2021 abbiamo accumulato un -6,1%. Il problema è che, secondo l’Ocse, il calo continuerà nel 2026, con un altro -0,9%. I prezzi – complice anche la nuova fiammata sui costi innescata dalle tensioni nel Golfo Persico – stanno infatti crescendo più degli stipendi. Ma anche la mancata azione del governo che ha perfino bocciato una misura, quella del salario minimo, in vigore in 22 dei 27 Stati membri dell’Unione Europea.




