La storia del gioielliere Roggero riempie le pagine dei giornali e sappiamo molto di lui, ma nulla sappiamo degli uomini che lo rapinarono. Non conosciamo le loro storie umane, neanche i loro nomi. Classificati rapinatori,sono sepolti dalla damnatio memoriae, condanna che cancella ogni traccia della loro povera vita umana. Come esseri abietti meritevoli solo di disprezzo. Ma chi erano Andrea Spinelli, Giuseppe Mazzarino e Alessandro Modica? Uomini di mezza età con un passato sicuramente difficile, operai precari con lavori saltuari. Possiamo definirli dei poveracci che cercavano alla meglio di sbarcare il lunario. Questo non per cercare di sminuire la loro azione delinquenziale, ma per restituire loro un po’ di verità. Non erano criminali incalliti, ma anche se lo fossero stati, avrebbero meritato la fine che hanno fatto? Tutti e tre in fuga, Mazzarino muore subito, raggiunto da più colpi, Spinelli cerca di scappare di corsa ma non ce la fa. Viene colpito a terra ormai inerme e ucciso. Modica rimane ferito ad una gamba ed è l’unico sopravvissuto. La nostra presidente del Consiglio, insieme ad un nutrito coro di seguaci, definisce la pena di 14 anni, comminata al gioielliere, sproporzionata. Come dobbiamo definire la relazione tra la colpa dei due ladri, il loro furto, e la condanna a morte ricevuta dal loro derubato? Non abbiamo il diritto di indignarci di fronte all’uccisione di due persone, operata con rabbia e determinazione? Certamente il gioielliere era stato colpito anche più volte da furti, ma avrebbe potuto risparmiare la vita a due disgraziati e rimettersi alle condanne dello Stato con le pene giuste previste per i ladri. Nessuna pietà per loro e impietosiamoci invece per la grave condanna subita dal derubato. Ma questa è la grave sproporzione! Abbiamo da una parte due vite annientate, spezzate, cancellate e dall’altra un furto . A confronto due visioni morali e riferimenti etici completamente opposti. Sarebbe necessario approfondire meglio la natura e il significato di quello che sta accadendo in questa realtà attuale, per capire le ragioni di questo sbiadimento graduale di valori ideali universali, come il rispetto della vita umana, che una parte della nostra società civile sta perdendo. Inoltre abbiamo il dovere di capire l’abiezione di chi specula politicamente su questi tragici eventi per acquisire consensi. Acuendo il conflitto sociale, invece doverosamente di trovare soluzioni come richiede il loro ruolo istituzionale.
Maria Vittoria Frittelloni



