La “promesssa mantenuta” del Sindaco di Nettuno e il ripristino del servizio dopo un mese lasciano dubbiosi molti ex utenti, impossibilitati ad usufruire dei trasporti: informazioni inaccessibili, orari inappropriati, corse esigue; percorsi frammentati.
Gentile redazione,
mi unisco alle proteste dei residenti di vari quartieri di Nettuno (fra cui Cioccati) ed aggiungo che Zucchetti è oltremodo isolato ( prima attraversato nelle vie interne -Via Fondi, Via Priverno- dalla Circolare 1 Rubeo; ora è solo sfiorato nel suo perimetro estremo in Via Sermoneta).
La linea NE 4 non ripristina il servizio inizialmente garantito dal Sindaco ed omette una parte popolosa di Zucchetti. Il nuovo percorso costringe gli anziani a fare tanta strada a piedi fino a fermate troppo distanti ( una difficoltà insormontabile per una persona che ha problemi inevitabili di mobilità).
Inoltre la “razionalizzazione” ha comportato: esiguità delle corse (6 durante la settimana, 4 il sabato, nessuna la domenica e festivi), inadeguatezza degli orari (andare a Nettuno alle 10 permette di tornare solo alle 13), cancellazione di strade dalla mappa del servizio. La razionalizzazione ha imposto un ampliamento fino alla Stazione di Padiglione (già servita dalla linea ferroviaria) a scapito di percorsi precedentemente più accurati.
Chi ha lavorato alla mappa mostra una poca conoscenza dei luoghi frequentati, delle fermate più richieste, degli orari di maggior affluenza.
La “razionalizzazione”sembrerebbe dettata da criteri astratti ed economici piuttosto che guidata da necessità concrete degli abitanti che vivono e si muovono fra il quartiere e la città.
Il servizio avrebbe dovuto ricalcare le vie percorse per circa 30 anni da Autolinee Rubeo, che conosce profondamente territorio, abitudini, orari e esigenze della sua popolazione e che su questi ha costruito un servizio “su misura” delle persone.
Ecco il punto: le persone come criterio.
La misura di una società civile é data dall’attenzione e dalla tensione verso i più fragili.
Un servizio pubblico – trasporto, scuola e sanità -é un’ attività sociale per la comunità, destinata soprattutto a coloro privi di strumenti propri.
La sua sospensione priva di “autonomia” e “libertà” (principi cardine della nostra Costituzione) una vasta e popolosa area in cui vivono fasce più deboli (minori, anziani soli, ammalati), impossibilitati a spostarsi a piedi a causa del caldo e della distanza.
Questo produce un isolamento fisico e sociale.
Riflettiamo sul valore di certe opportunità: uscire , prendere la circolare, ritirare la pensione, fare la spesa, incontrare gente, andare del medico o in ospedale…. Alcune azioni sono necessarie dal punto di vista fisico, altre appartengono alla dimensione sociale ed identitaria ma sono tutte fondamentali per l’equilibrio psico-fisico. Sono azioni di routine che scandiscono le giornate; favoriscono le relazioni; integrano nel tessuto sociale e cittadino, alimentano la dimensione personale identitaria.
Poi ci sono studenti, pendolari , lavoratori che ho imparato a conoscere dalle loro richieste di aiuto sui post: Alba, Anna, Sonia, Silde, Irina, Bild, Lucia, Elio, Annamaria e tanti altri: non sono avatar virtuali, ma persone I carne ed ossa di cui si avvertono frustrazione disperazione.
Per questo chiediamo al Sindaco Nicola Burrini -in quanto rappresentante della comunità locale- di ascoltare, accogliere e riportare le difficoltà della propria comunità e di collaborare a una soluzione che restituisca autonomia e libertà a tutti I cittadini di Nettuno.
A questo è chiamata una politica che sia -nel senso più alto del termine- “gestione della polis”.
Carla Piro



