Italia-Germania 4-3

di Eduardo Saturno

Correva il 17 giugno del 1970. Nello stadio Azteca di Città del Messico, al cospetto di quasi 103.000 spettatori, si sfidano le rappresentative calcistiche di Italia e Germania. Chi vince guadagnerà l’accesso alla finale. Dopo i tempi supplementari, la vittoria arride alla compagine italiana che con il punteggio di 4 a 3 sconfigge i tedeschi e va a sfidare il Brasile del mitico Pelè nella gara conclusiva.
Quasi cinquant’anni dopo, lo scontro si trasferisce dal soffice manto erboso al palcoscenico economico. Non piu’ Franz Beckenbauer contro Mazzola, ma Angela Merkel contrapposta a Giuseppe Conte, il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. La Cancelliera teutonica, seguita a ruota dai Paesi nordici, Olanda in primis, osteggia il ricorso ai cosiddetti corona-bond, o virus-bond, secondo alcuni la piu’ soddisfacente soluzione per rimpinguare la scarsa liquidità delle casse dei Paesi membri, per provare a farli uscire dalla incombente crisi economica provocata dalla diffusione del Covid-19
Lei preferisce l’applicazione del MES, Il Meccanismo europeo di stabilità, altrimenti noto come Fondo salva-Stati. Un’organizzazione internazionale a carattere regionale nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro.
Ma perché la Germania vuole “strangolarci”? “Forse è solo l’invidia per il fatto che l’Italia ha il clima migliore, il cibo migliore, più sole e il mare”, come ha scritto il giornalista Thomas Fricke sul settimanale tedesco Der Spiegel. Infatti, In un lungo editoriale, Fricke smonta i pregiudizi teutonici sull’economia italiana e avverte che questi potrebbero avere conseguenze nefaste non solo per il nostro Paese, ma anche per gli stessi tedeschi, col rischio non tanto remoto, di “fare a pezzi l’Unione europea”.
Risulta chiaro il riferimento alle trattative in corso tra le capitali Ue sul pacchetto di misure da approntare per affrontare la profonda crisi economica conseguente dalla pandemia di Covid-19. Sempre secondo Fricke, le remore tedesche sono basate su pregiudizi e su una “arroganza” che “non solo adesso, ma soprattutto adesso, è particolarmente tragica”.
A detta dello Spiegel, la diatriba sull’eventuale partecipazione dei tedeschi agli eurobond “è imbarazzante”, perché si preferisce “fantasticare sul fatto che gli italiani avrebbero dovuto risparmiare prima”, fantasie che “spiegano la mancanza di zelo da parte della Germania nel far partire al vertice Ue di questa settimana una storica azione di salvataggio”. Ed ecco l’affondo: “L’Europa rischia di sprofondare nel dramma, non perché gli italiani sono fuori strada, ma a causa di una parte predominante della percezione tedesca”. E ancora: “Forse è per colpa dei tanti film sulla mafia”, scrive con ironia il settimanale tedesco sui rispettivi stereotipi tra i due Paesi, “forse è solo l’invidia per il fatto che l’Italia ha il clima migliore, il cibo migliore, più sole e il mare”.
Lo Spiegel fa anche un paragone storico sempre molto scottante per la Germania: “Se noi tedeschi non avessimo avuto all’estero amici tanto cari che nel 1953 ci abbuonarono una parte dei nostri debiti di guerra, staremmo ancora oggi con un pesante fardello in mano”.
E come va a finire quando le persone devono continuare a pagare debiti nati storicamente, la Germania lo ha dimostrato alla fine della Prima guerra mondiale, quando alla fine il sistema si rovescio’, come da anni rischia di succedere anche in Italia”.
Inoltre, l’editoriale del settimanale ricorda che “da 30 anni lo Stato italiano spende meno per i suoi cittadini di quello che prende loro, con l’unica eccezione dell’anno della crisi finanziaria mondiale 2009. Questo vuol dire risparmi record, non sperperare”. Il giornale cita anche gli investimenti pubblici “tagliati di un terzo dal 2010 al 2015”, cosi’ come “si sono rimpicciolite le spese per l’istruzione e la pubblica amministrazione”. Insomma: “Dolce vita? Stupidaggini. Gli investimenti pubblici dal 2010 in Italia sono calati del 40%. Un vero e proprio collasso”. Questo mentre in Germania, la spesa pubblica “è cresciuta quasi del 20%”, ossia “lo Stato spende a testa un quarto di più di quello che spende in Italia. Il che in queste settimane si percepisce dolorosamente”.
Una situazione che con l’attuale crisi da pandemia del coronavirus si tramuta “in un dramma incredibile”: “in Italia sono mancati i posti letto e sono morte tante persone che oggi forse potrebbero essere ancora in vita. Non è direttamente colpa dei politici tedeschi, ovvio. Ma sarebbe ben giunto il tempo di smettere con folli lezioncine, e di contribuire a far piazza pulita delle cause del disastro, caro signor Schaeuble (già ministro alle Finanze negli anni piu’ caldi dell’eurocrisi, ndr). O di dire “scusateci” almeno una volta”. E invece “con assoluta serieta’” si continua ancora a parlare della “dipendenza da credito” degli italiani, continua lo Spiegel. “Ma anche qui, un piccolo suggerimento fattuale: i debiti privati, commisurati al Pil, in quasi nessun Paese dell’Ue sono cosi’ bassi come in Italia”.
Infine: “E’ giunta finalmente l’ora di mettere fine a questo dramma, e magari proprio con gli eurobond, quali simbolo della comunità del destino della quale comunque facciamo parte sin da quando abbiamo una moneta comune”, conclude Fricke. “Ancora i tedeschi hanno tempo di raddrizzare la curva dopo le contorte settimane scorse: altrimenti l’Unione europea nel giro di qualche anno non sarà più tale. E in Italia come in Francia arriveranno al potere delle persone che, come adesso gia’ fanno Donald Trump o Boris Johnson, non hanno nessuna voglia di stare al gioco: quel gioco sul quale la Germania da decenni costruisce il proprio benessere”