Rubrica a cura della maestra Giorgia Costantini
È sbocciata la primavera.
Sono finalmente arrivate le rondini.
Ieri ho sentito il loro garrulo grido.
L’aria si è fatta più leggera.
La temperatura è perfetta per stare all’aperto.
E forse è proprio questo il momento giusto per ricordarci una cosa semplice:
i bambini hanno bisogno di uscire.
Di muoversi.
Di sperimentare.
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Tempo fa, osservando alcuni bambini in un parco pubblico, mi sono fermata a riflettere.
Scivoli, altalene, piccoli percorsi…
Eppure c’era esitazione.
Movimenti incerti.
Poca dimestichezza.
Come se il corpo non fosse abituato.
E allora mi sono chiesta:
quando è successo?
Quando abbiamo iniziato ad avere così tanta paura da togliere ai bambini la possibilità di fare esperienza?
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Certo, le possibilità nel territorio sono diminuite.
Gli spazi sono cambiati.
I tempi si sono ristretti.
Ma c’è anche un’altra verità, più scomoda:
abbiamo paura.
Paura che cadano.
Che si facciano male.
Che si sporchino.
Che non siano abbastanza pronti.
E così, nel tentativo di proteggerli, rischiamo di fare qualcosa di molto più grande:
limitarli.
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Arrampicarsi, dondolarsi, correre, perdere l’equilibrio e ritrovarlo…
Non è solo gioco.
È costruzione dell’autonomia.
È sviluppo dell’autostima.
È allenamento al rischio.
È esperienza concreta di sé nel mondo.
È resilienza.
Come vi dico spesso:
non è solo gioco.
È molto di più.
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Discorso a parte merita la bicicletta.
Imparare ad andare in bicicletta è un passaggio fondamentale.
È paura e conquista insieme.
È caduta e ripartenza.
E non basta insegnarlo una volta.
Serve continuità.
Serve il tempo per uscire, per accompagnare, per esserci.
Sì, lo so.
Si ha paura.
Ma non è chiudendoli a casa che possiamo dire di essere bravi genitori.
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Essere genitori non significa evitare ogni rischio.
Significa accompagnare i figli a stare nel mondo.
Con gradualità.
Con presenza.
Con fiducia.
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Allora forse questa primavera può essere un’occasione.
Per rallentare.
Per uscire.
Per sporcarci un po’ le mani.
Per lasciare che i nostri figli provino, cadano, si rialzino.
Perché ciò che resterà non sarà il tempo passato al sicuro.
Ma le esperienze vissute davvero.
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“I bambini non hanno bisogno di un mondo senza rischi.
Hanno bisogno di adulti che insegnino loro ad attraversarlo.”
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