È di oggi la notizia che la Corte di Cassazione ha confermato le sentenze di primo grado e di appello favorevoli al comune di Anzio per il rientro in possesso del 39 per cento delle quote societarie della Capo d’Anzio, detenute dalla società privata Marinedi. La controversa vicenda durata 22 anni merita una riflessione politica,rimandando ad altri l’informazione più dettagliata sia dal punto di vista giudiziario che economico. Il sogno del grande porto turistico di Anzio parte da lontano. Dalla giunta mastracci morente, che riesce ad inserire un progetto,conosciuto da pochi,nel piano regionale generale. Furono le successive giunte di destra De Angelis e Bruschini a gestire i successivi passaggi,compresa l’approvazione del megaprogetto esecutivo,che prevedeva il raddoppio dell’attuale bacino. Fallirono sia il tentativo di una gara internazionale per l’affidamento della sua realizzazione,sia da parte di Italia Navigando,società a capitale pubblico,di reperire finanziamenti. La mia riflessione prende spunto dal passaggio proprietario delle quote da Italia Navigando a Marinedi società completamente privata. Questa vicenda,che ci riguarda da vicino come cittadini di Anzio,ancora non è stata chiarita e investe un livello al di sopra dei nostri interessi locali. Infatti mai nessuno ha approfondito gli aspetti legalmente controversi,che riguardano il passaggio della proprietà dal socio pubblico a quello privato della Capodanzio. Ora per fortuna abbiamo una sentenza favorevole al nostro comune, ma rimangono oscure le manovre e le responsabilità di chi ha nel passato favorito il socio privato, che sicuramente non appartengono alla nostra classe politica locale. Vogliamo stendere un velo pietoso? E facciamo tesoro dei vantaggi provenienti dal favore delle sentenze? Comunque spero che l’attuale Amministrazione faccia tesoro di questa complessa esperienza che coinvolge il destino della nostra città. Il porto è la nostra storia e il nostro futuro. Per alcuni nostri politici era diventato un progetto alla Matteo Salvini per il ponte di Messina. Oggi spero più realisticamente e necessariamente ci si occupi di un progetto di ristrutturazione e ammodernamento dell’esistente.
Maria Vittoria Frittelloni



