Un giorno mi è capitato, un po’ di anni fa, di minacciare la mia nipotina di 5 anni: guarda che la zia si arrabbia se non smetti di fare la birichina. E mi sono presa la risposta giusta “e se mi arrabbio io?”. Bene c’era Concita De Gregorio insieme ad altri, che si stupiva del ritardo dei nostri giovanissimi a levare la loro voce. Forse, dimenticando che non avevano mai smesso dalle manifestazioni per Gaza e pro Palestina, annotavano la loro assenza dopo le manifestazioni di Parigi e di Madrid. Invece eccoli i nostri giovani anche nelle nostre piazze giustamente arrabbiati. E quale è il solito mantra dei benpensanti, che tentano di criminalizzarli? “manifestazioni violente come mai le opposizioni non denunciano questi delinquenti?” Cercando di oscurare le loro legittime proteste con l’esagerazione di marginali incidenti. Le proteste dei giovani hanno obiettivi concreti con al centro il diritto allo studio, garantito dalla nostra Costituzione. Non mi aspetto che questo governo dia loro ascolto, ma che la sinistra, al di là di una teorica solidarietà, includa nel programma le loro proposte. E quindi basta con i protagonismi, gli egocentrismi, le antipatie, i distinguo, ciascuno mandi giù qualche boccone amaro e pensino responsabilmente al bene del paese e a battere questa nefasta destra.
Maria Vittoria Frittelloni




