L’Editoriale: La spiaggia scomparsa

Salta dal decreto sviluppo la norma sui diritti di superficie delle spiagge. Governo e relatori alla Camera hanno infatti accolto alcuni emendamenti soppressivi della norma che portava alla completa privatizzazione delle spiagge, in cui era previsto  addirittura il diritto di superficie sugli arenili.  Soddisfatti gli ambientalisti «Il dietrofront della maggioranza sul decreto sviluppodà ragione al Fai e il Wwf che avevano denunciato per primi con forza come, una volta concesso il diritto di superficie sulle spiagge, difficilmente si sarebbe potuti tornare indietro, con il rischio di consegnare il nostro litorale in mano ai privati che avrebbero acquisito un diritto edificare in aree costiere demaniali sinora libere».Così le due associazioni ambientaliste hanno commentato il sì agli emendamenti soppressivi della norma che portava a 20 anni il diritto di superficie sugli arenili. Bene che ci sia stato un ripensamento, anche se ci auguriamo che la norma non rispunti tal quale in un altro provvedimento, i fautori della svendita dei beni pubblici, tanto cari al governo, potrebbero tornare a colpire,  occorre quindi tenere alta la guardia. Ma dobbiamo ammettere che le  spiagge libere, veramente poche sul litorale di Anzio e Nettuno, sono sprovviste di qualsiasi servizio,spesso sono sporche e abbandonate a sé stesse.Non fanno  onore alla riviera di Roma I filmati scaricati su you tube dal titolo:“Immondizia al mare di Anzio, sulla spiaggia libera sotto il faro, di fronte all’ area archeologica della Villa e Grotte di Nerone”, girati agli inizi di giugno.  Altro esempio negativo a Nettuno la spiaggia libera che dal Santuario arriva fino a Scacciapensieri; non bastano i bidoni per i rifiuti fatti istallare dal Comune per restituire a quel tratto di arenile un minimo di dignità. Le mareggiate invernali hanno, infatti, ridotto al minimo la spiaggia,scoperto e trasportato molti sassi. Nessuno si è curato di fare un minimo di ripascimento e di attrezzare la spiaggia con i servizi necessari, a partire dal servizio di salvataggio. Sul nostro litorale chi vuol andare al mare  con la possibilità di avere: la sorveglianza, una fontanella per bere, una doccia per toglierti il sale di dosso e un gabinetto per l’occorrenza, deve devi per forza rivolgersi agli stabilimenti. Questo non è certo un bell’esempio di gestione di un bene comune come lo sono le spiagge.Ma c’è anche da dire che se le spiagge libere, appartengono a tutti, chi ci staziona è tenuto a comportarsi civilmente senza abbandonare i rifiutie all’occorrenza raccogliere anche quelli portati dal mare, buttare cicche o bastoncini del gelato. Il mare e le spiagge sono risorse importanti per l’economia della nostra regione, ma anche e soprattutto un bene comune per lo svago e il ristoro dei cittadini tutti, per questo vanno tutelate, rispettate e valorizzate.

di Claudio Pelagallo