Sensori sottopelle e videovisite: il medico si trasferisce su un dispositivo digitale

di Eduardo Saturno

​​”Una telefonata allunga la vita”. Era il secolo scorso, il 1993, la SIP stava per trasformarsi in Telecom, Massimo Lopez in un fortino nel deserto pronto ad essere fucilato dalla legione straniera esprimeva l’ultimo desiderio e… non la finiva più di parlare.
In questo periodo si parla molto di quanto la tecnologia possa aiutare la gestione dell’emergenza sanitaria in corso e spesso le telecomunicazioni sono al centro del dibattito per il ruolo che svolgono: dal permettere di restare sempre in contatto con chi non è ancora possibile incontrare, al supporto indispensabile per lo smart working, alla scuola digitale a distanza, fino alle app e le soluzioni mobili per il tracciamento delle persone in ottica anti-covid.
Sono già diversi anni che le Telecomunicazioni offrono un supporto importante nella gestione della medicina di base ed avanzata, rendendo spesso l’applicazione delle cure e il monitoraggio delle condizioni di salute più semplice per i medici e più agevole per il malato.
La GSMA, l’organizzazione mondiale che raccoglie tutti gli operatori mobili al mondo, traccia tutte le applicazioni lanciate o in sperimentazione, evidenziando le soluzioni più avanzate e quelle a maggiore diffusione commerciale (https://www.gsma.com/mobilefordevelopment/m4d-tracker/mhealth-deployment-tracker/).
Spulciando tra le soluzioni descritte si scopre, per esempio, che esistono da tempo soluzioni per il monitoraggio del glucosio nei malati di diabete, basati su piccoli sensori sottopelle, con la possibilità di visualizzare i valori sul proprio smartphone o sullo smartwatch (https://www.dexcom.com/en-GB) oppure applicazioni che permettono ai medici di visionare i dati clinici dei pazienti in cura in qualunque momento e da qualunque località. (https://www.airstrip.com/).
La possibilità di fare un eco-cardiogramma grazie ad un dispositivo portatile connesso al proprio telefonino, per inviarlo in tempo reale al proprio medico o ad un ospedale, è una realtà dal 2012 (https://www.alivecor.com/). Vi era noto?
L’elenco potrebbe continuare considerando le applicazioni di videovisita sul proprio smartphone (http://www.3gdoctor.com/) oppure soluzioni integrate di monitoraggio remoto dei pazienti con sofferenze cardiache (https://www.gobio.com/heart-monitoring/, https://www.cardionet.com/), senza dimenticare soluzioni su smartphone di aiuto ai bambini affetti da autismo (PECS on Smartphone).
Una delle aree più promettenti in questo campo è rappresentato dalle nuove tecnologie dei Big data ed Intelligenza artificiale. La grande mole di dati che vengono generati dall’osservazione dei dati sanitari dei pazienti, analizzati con algoritmi evoluti, machine e deep learning, mutuati dal campo dell’AI, possono essere utilizzati per studiare la salute degli individui, trovare legami “non noti” tra fenomeni diversi, ampliare la conoscenza e quindi la possibilità di intervento.  Tali tecniche sono ora possibili grazie alla capacità dei computer di gestire enormi quantità di dati e seguire tecniche di elaborazione sempre più sofisticate.
Tutte queste esperienze, innovative o già consolidate da anni, non sempre sono conosciute dal grande pubblico. La necessaria iniezione di digitalizzazione a causa delle misure di contenimento per il Covid-19 può agevolare la diffusione di queste soluzioni, migliorando sia la vita dei pazienti cronici, sia l’esperienza quotidiana di chi, pur essendo in buona salute, richiede anche saltuariamente supporto medico specialistico.